Italians who applied for an LLM


ItalianLaw

1. la LSE in teoria chiede 106/110, in pratica devi avere 110 per essere ammesso. Non sono assolutamente d'accordo con Stagista su questo, anche perché parliamo di una delle prime scuole al mondo. La QMUL è un'altra storia e potresti entrare. Lo ripeto da non so quanti commenti, in UK non è come in USA, parlo per esperienza personale vivendo metà dell'anno a Londra. Il voto di laurea conta. Quasi tutti gli italiani che fanno domanda a Oxbridge/LSE/KCL/UCL (nota bene che fatta eccezione per LSE e UCL, sono le stesse scuole a richiedere nel prospetto la first class) hanno il 110 o 110L, fatti un giro su linkedin e vedi con i tuoi occhi.
2. un LLM in UK subito post laurea, a meno di non volere provare successivamente l'ammissione a un PhD, non serve a niente. In UK non lavorerai mai con un LLM. I laureati in legge inglesi (così come gli statunitensi), non hanno minimamente bisogno di un LLM. Il massimo che puoi provare ad ottenere post LLM è che una law firm ti sponsorizzi un training contract, facendoti convertire la tua laurea in legge italiana (GDL + LPC). La competizione è comunque altissima ed è davvero difficile per un italiano, pur con LLM, competere con i laureati inglesi di 21 anni che escono da Oxbridge/LSE/KCL/UCL/Nottingham/Durham/Bristol/etc, più tutti gli altri europei che vogliono tentare la stessa strada del corso di conversione.
3. con una laurea italiana in legge + LLM non puoi nemmeno sperare di essere preso a lavorare in ambito finanziario/manageriale/quello che ti pare, nemmeno gli LLM ibridi (vedi Law&Finance) possono garantirti qualcosa. Normalmente lo sbocco è sempre a livello di mercato legale.
4. I 110 su Milano non li regalano, anzi oserei dire che con le dovute eccezioni (vedi Bologna, Trento, Padova, Pavia, etc) le università milanesi sono tra le più difficili in Italia, con programmi e docenti rispetto al resto di Italia (all'estero sicuramente no) decisamente avanzati.
Detto questo, con 105/110, una buona media e qualche esperienza all'estero, un praticantato su Milano è possibile trovarlo. Un LLM non è un requisito indispensabile, anzi direi il contrario. In genere non è assolutamente richiesto a un neolaureato.


Concorso con te in molti aspetti, ma non ho minimamente voglia di discutere i 110 di alte facoltà -perché proprio non mi interessa, io devo guardare a me e a come posso realizzarmi.

Io ho già fatto degli errori, sono partito in una facoltà con 2000 iscritti, siamo arrivati in 400 e solo 40 avranno un voto compreso tra 105-110 -

Conosco llmers che hanno ottenuto gdl ed lpc tra cui un 103.

Se lo scopo del tuo post è praticamente convincermi che non c'è soluzione e che mi conviene arrendermi, questo non lo permetto. Se ci sono buoni suggerimenti questa è cosa buona.

Sono qui per ampliare la mente, non per chiuderla più di quanto dei baroni abbiano fatto con me.

<blockquote>1. la LSE in teoria chiede 106/110, in pratica devi avere 110 per essere ammesso. Non sono assolutamente d'accordo con Stagista su questo, anche perché parliamo di una delle prime scuole al mondo. La QMUL è un'altra storia e potresti entrare. Lo ripeto da non so quanti commenti, in UK non è come in USA, parlo per esperienza personale vivendo metà dell'anno a Londra. Il voto di laurea conta. Quasi tutti gli italiani che fanno domanda a Oxbridge/LSE/KCL/UCL (nota bene che fatta eccezione per LSE e UCL, sono le stesse scuole a richiedere nel prospetto la first class) hanno il 110 o 110L, fatti un giro su linkedin e vedi con i tuoi occhi.
2. un LLM in UK subito post laurea, a meno di non volere provare successivamente l'ammissione a un PhD, non serve a niente. In UK non lavorerai mai con un LLM. I laureati in legge inglesi (così come gli statunitensi), non hanno minimamente bisogno di un LLM. Il massimo che puoi provare ad ottenere post LLM è che una law firm ti sponsorizzi un training contract, facendoti convertire la tua laurea in legge italiana (GDL + LPC). La competizione è comunque altissima ed è davvero difficile per un italiano, pur con LLM, competere con i laureati inglesi di 21 anni che escono da Oxbridge/LSE/KCL/UCL/Nottingham/Durham/Bristol/etc, più tutti gli altri europei che vogliono tentare la stessa strada del corso di conversione.
3. con una laurea italiana in legge + LLM non puoi nemmeno sperare di essere preso a lavorare in ambito finanziario/manageriale/quello che ti pare, nemmeno gli LLM ibridi (vedi Law&Finance) possono garantirti qualcosa. Normalmente lo sbocco è sempre a livello di mercato legale.
4. I 110 su Milano non li regalano, anzi oserei dire che con le dovute eccezioni (vedi Bologna, Trento, Padova, Pavia, etc) le università milanesi sono tra le più difficili in Italia, con programmi e docenti rispetto al resto di Italia (all'estero sicuramente no) decisamente avanzati.
Detto questo, con 105/110, una buona media e qualche esperienza all'estero, un praticantato su Milano è possibile trovarlo. Un LLM non è un requisito indispensabile, anzi direi il contrario. In genere non è assolutamente richiesto a un neolaureato. </blockquote>

Concorso con te in molti aspetti, ma non ho minimamente voglia di discutere i 110 di alte facoltà -perché proprio non mi interessa, io devo guardare a me e a come posso realizzarmi.

Io ho già fatto degli errori, sono partito in una facoltà con 2000 iscritti, siamo arrivati in 400 e solo 40 avranno un voto compreso tra 105-110 -

Conosco llmers che hanno ottenuto gdl ed lpc tra cui un 103.

Se lo scopo del tuo post è praticamente convincermi che non c'è soluzione e che mi conviene arrendermi, questo non lo permetto. Se ci sono buoni suggerimenti questa è cosa buona.

Sono qui per ampliare la mente, non per chiuderla più di quanto dei baroni abbiano fatto con me.
quote
NickJ

Non so quale realtà tu conosca, neanche mi interessa francamente, ti dico che in UK e particolarmente su Londra la competizione è altissima, dovrai competere con laureati delle migliori scuole inglesi, molto più giovani e preparati (per quel mercato) di te. Il fatto che tu abbia conseguito un LLM cambierà ben poco. Un laureato di Oxbridge o le scuole sopra citate, anche con 2.1 e senza LLM, vale comunque dieci volte un laureato italiano. Non solo, oltre ad inglesi ed italiani, dovrai competere con tanti altri europei, mediamente più preparati di te. Questa strada l'hanno percorsa diversi amici miei, tra cui uno madrelingua inglese, laureato 4 anni in Bocconi 110L con master ad Oxford in Law&Finance (molto più di un LLM ai fini prettamente lavorativi): ha dovuto comunque pagarsi di tasca propria il GDL e lavorare come paralegal per un paio d'anni prima di ottenere un TC. Il voto di laurea italiano (= paese della pizza) non è certo rilevante ai fini di un TC, lo stesso vale per l'ammissione al GDL. Il voto di laurea è invece rilevante per quanto concerne LLM.
Io ti dico che alla LSE con 105/110 non entri, poi se vuoi credere alle favole sono affari tuoi. Alla QMUL hai buone possibilità invece.

Quello che ho scritto non è per demoralizzarti, assolutamente.
I soldi sono tuoi, se vuoi sprecarli facendo un LLM subito post laurea, senza avere un background lavorativo che ti consenta di capire davvero in quale ambito specializzarti, illudendoti di trovare lavoro in un mercato super competitivo, dove semplicemente non hai e non puoi avere le credenziali per metterti in gioco, non per colpa tua ma perché provieni da un paese in recessione, le cui università non contano niente all'estero, è una scelta tua.
Il mio consiglio spassionato è di laurearti, iniziare la pratica su Milano (500-900 al mese te li danno), abilitarti e solo dopo pensare a un LLM, non necessariamente in UK. Come ti ha detto Stagista le università asiatiche stanno scalando continuamente i ranking. Questo è il percorso "standard". Non esistono le scorciatoie, o almeno non esistono se non hai certi contatti e tanti soldi da spendere. Ci sono laureati della mia stessa università che si sono pagati l'anno dopo la laurea LLM in USA + trasferimento al 2 e 3 anno JD, hanno speso 300mila e ora lavorano a NY. Grazie eh.
Nella vita non bisogna certo farsi deprimere o mettere da parte ogni ambizione, ma serve anche realismo.

Non so quale realtà tu conosca, neanche mi interessa francamente, ti dico che in UK e particolarmente su Londra la competizione è altissima, dovrai competere con laureati delle migliori scuole inglesi, molto più giovani e preparati (per quel mercato) di te. Il fatto che tu abbia conseguito un LLM cambierà ben poco. Un laureato di Oxbridge o le scuole sopra citate, anche con 2.1 e senza LLM, vale comunque dieci volte un laureato italiano. Non solo, oltre ad inglesi ed italiani, dovrai competere con tanti altri europei, mediamente più preparati di te. Questa strada l'hanno percorsa diversi amici miei, tra cui uno madrelingua inglese, laureato 4 anni in Bocconi 110L con master ad Oxford in Law&Finance (molto più di un LLM ai fini prettamente lavorativi): ha dovuto comunque pagarsi di tasca propria il GDL e lavorare come paralegal per un paio d'anni prima di ottenere un TC. Il voto di laurea italiano (= paese della pizza) non è certo rilevante ai fini di un TC, lo stesso vale per l'ammissione al GDL. Il voto di laurea è invece rilevante per quanto concerne LLM.
Io ti dico che alla LSE con 105/110 non entri, poi se vuoi credere alle favole sono affari tuoi. Alla QMUL hai buone possibilità invece.

Quello che ho scritto non è per demoralizzarti, assolutamente.
I soldi sono tuoi, se vuoi sprecarli facendo un LLM subito post laurea, senza avere un background lavorativo che ti consenta di capire davvero in quale ambito specializzarti, illudendoti di trovare lavoro in un mercato super competitivo, dove semplicemente non hai e non puoi avere le credenziali per metterti in gioco, non per colpa tua ma perché provieni da un paese in recessione, le cui università non contano niente all'estero, è una scelta tua.
Il mio consiglio spassionato è di laurearti, iniziare la pratica su Milano (500-900€ al mese te li danno), abilitarti e solo dopo pensare a un LLM, non necessariamente in UK. Come ti ha detto Stagista le università asiatiche stanno scalando continuamente i ranking. Questo è il percorso "standard". Non esistono le scorciatoie, o almeno non esistono se non hai certi contatti e tanti soldi da spendere. Ci sono laureati della mia stessa università che si sono pagati l'anno dopo la laurea LLM in USA + trasferimento al 2 e 3 anno JD, hanno speso 300mila€ e ora lavorano a NY. Grazie eh.
Nella vita non bisogna certo farsi deprimere o mettere da parte ogni ambizione, ma serve anche realismo.
quote
ItalianLaw

Non so quale realtà tu conosca, neanche mi interessa francamente, ti dico che in UK e particolarmente su Londra la competizione è altissima, dovrai competere con laureati delle migliori scuole inglesi, molto più giovani e preparati (per quel mercato) di te. Il fatto che tu abbia conseguito un LLM cambierà ben poco. Un laureato di Oxbridge o le scuole sopra citate, anche con 2.1 e senza LLM, vale comunque dieci volte un laureato italiano. Non solo, oltre ad inglesi ed italiani, dovrai competere con tanti altri europei, mediamente più preparati di te. Questa strada l'hanno percorsa diversi amici miei, tra cui uno madrelingua inglese, laureato 4 anni in Bocconi 110L con master ad Oxford in Law&Finance (molto più di un LLM ai fini prettamente lavorativi): ha dovuto comunque pagarsi di tasca propria il GDL e lavorare come paralegal per un paio d'anni prima di ottenere un TC. Il voto di laurea italiano (= paese della pizza) non è certo rilevante ai fini di un TC, lo stesso vale per l'ammissione al GDL. Il voto di laurea è invece rilevante per quanto concerne LLM.
Io ti dico che alla LSE con 105/110 non entri, poi se vuoi credere alle favole sono affari tuoi. Alla QMUL hai buone possibilità invece.

Quello che ho scritto non è per demoralizzarti, assolutamente.
I soldi sono tuoi, se vuoi sprecarli facendo un LLM subito post laurea, senza avere un background lavorativo che ti consenta di capire davvero in quale ambito specializzarti, illudendoti di trovare lavoro in un mercato super competitivo, dove semplicemente non hai e non puoi avere le credenziali per metterti in gioco, non per colpa tua ma perché provieni da un paese in recessione, le cui università non contano niente all'estero, è una scelta tua.
Il mio consiglio spassionato è di laurearti, iniziare la pratica su Milano (500-900 al mese te li danno), abilitarti e solo dopo pensare a un LLM, non necessariamente in UK. Come ti ha detto Stagista le università asiatiche stanno scalando continuamente i ranking. Questo è il percorso "standard". Non esistono le scorciatoie, o almeno non esistono se non hai certi contatti e tanti soldi da spendere. Ci sono laureati della mia stessa università che si sono pagati l'anno dopo la laurea LLM in USA + trasferimento al 2 e 3 anno JD, hanno speso 300mila e ora lavorano a NY. Grazie eh.
Nella vita non bisogna certo farsi deprimere o mettere da parte ogni ambizione, ma serve anche realismo.


Ciao NickJ grazie per la risposta, l'apprezzo molto. Il mio sogno è solo quello di lavorare, anche in Italia! Ma vorrei lavorare e apprendere qualcosa. Io per mia fortuna ho già lavorato, ma non ho imparato molto oltre a scrivere e tradurre una miriade di documenti in inglese.

Quello che a me interesserebbe non è tanto entrare all'LSE, a cui io cmq farò la selezione di persona perchè mi è concesso dato che ho il contatto diretto quest'estate ( ed è l'unica chance di essere ammesso, oltre che prendere un voto pari ad A- nel corso- di fatto ipotesi molto remota), ma è entrare anche al QM o un'università conosciuta dai recruiters. Per questo non vorrei staccarmi da Londra, fosse per me andrei subito a nottingham! (Anche se ho molti dubbi sul suo LLM in commercial law). Io ho per mia fortuna dei contatti, o cmq ho compreso che avere una referenza interna in uno studio gioca un ruolo quasi essenziale sulle chance lavorative! Detto questo, sto comunque unviando una cascata di risposte per trovare un intern all'estero e preferibilmente in un buon mercato in modo da spenderlo nel nostro paese.

La scelta più coerente è fare llm post laurea, ma un problema per me permane, per talune materie è quasi impossibile riuscire a fare una pratica di tipo internazionale! Oltre la stanchezza e la probabile delusione di un esame di avvocato che potrebbe portare più di 3 anni della tua vita!

Vorrei evitare di dilungarmi su un carriera senza sbocchi, io proverò a trovare ottime chance in termini lavorativi ma devo avere un piano B a medio termine, per me quello è l'llm.

Posso chiederti invece se hai info in fattore di spendibilità di un master in banking e finance o commercial law nel nostro paese?

Grazie ancora, attendo tuo notizie!

<blockquote>Non so quale realtà tu conosca, neanche mi interessa francamente, ti dico che in UK e particolarmente su Londra la competizione è altissima, dovrai competere con laureati delle migliori scuole inglesi, molto più giovani e preparati (per quel mercato) di te. Il fatto che tu abbia conseguito un LLM cambierà ben poco. Un laureato di Oxbridge o le scuole sopra citate, anche con 2.1 e senza LLM, vale comunque dieci volte un laureato italiano. Non solo, oltre ad inglesi ed italiani, dovrai competere con tanti altri europei, mediamente più preparati di te. Questa strada l'hanno percorsa diversi amici miei, tra cui uno madrelingua inglese, laureato 4 anni in Bocconi 110L con master ad Oxford in Law&Finance (molto più di un LLM ai fini prettamente lavorativi): ha dovuto comunque pagarsi di tasca propria il GDL e lavorare come paralegal per un paio d'anni prima di ottenere un TC. Il voto di laurea italiano (= paese della pizza) non è certo rilevante ai fini di un TC, lo stesso vale per l'ammissione al GDL. Il voto di laurea è invece rilevante per quanto concerne LLM.
Io ti dico che alla LSE con 105/110 non entri, poi se vuoi credere alle favole sono affari tuoi. Alla QMUL hai buone possibilità invece.

Quello che ho scritto non è per demoralizzarti, assolutamente.
I soldi sono tuoi, se vuoi sprecarli facendo un LLM subito post laurea, senza avere un background lavorativo che ti consenta di capire davvero in quale ambito specializzarti, illudendoti di trovare lavoro in un mercato super competitivo, dove semplicemente non hai e non puoi avere le credenziali per metterti in gioco, non per colpa tua ma perché provieni da un paese in recessione, le cui università non contano niente all'estero, è una scelta tua.
Il mio consiglio spassionato è di laurearti, iniziare la pratica su Milano (500-900€ al mese te li danno), abilitarti e solo dopo pensare a un LLM, non necessariamente in UK. Come ti ha detto Stagista le università asiatiche stanno scalando continuamente i ranking. Questo è il percorso "standard". Non esistono le scorciatoie, o almeno non esistono se non hai certi contatti e tanti soldi da spendere. Ci sono laureati della mia stessa università che si sono pagati l'anno dopo la laurea LLM in USA + trasferimento al 2 e 3 anno JD, hanno speso 300mila€ e ora lavorano a NY. Grazie eh.
Nella vita non bisogna certo farsi deprimere o mettere da parte ogni ambizione, ma serve anche realismo.</blockquote>

Ciao NickJ grazie per la risposta, l'apprezzo molto. Il mio sogno è solo quello di lavorare, anche in Italia! Ma vorrei lavorare e apprendere qualcosa. Io per mia fortuna ho già lavorato, ma non ho imparato molto oltre a scrivere e tradurre una miriade di documenti in inglese.

Quello che a me interesserebbe non è tanto entrare all'LSE, a cui io cmq farò la selezione di persona perchè mi è concesso dato che ho il contatto diretto quest'estate ( ed è l'unica chance di essere ammesso, oltre che prendere un voto pari ad A- nel corso- di fatto ipotesi molto remota), ma è entrare anche al QM o un'università conosciuta dai recruiters. Per questo non vorrei staccarmi da Londra, fosse per me andrei subito a nottingham! (Anche se ho molti dubbi sul suo LLM in commercial law). Io ho per mia fortuna dei contatti, o cmq ho compreso che avere una referenza interna in uno studio gioca un ruolo quasi essenziale sulle chance lavorative! Detto questo, sto comunque unviando una cascata di risposte per trovare un intern all'estero e preferibilmente in un buon mercato in modo da spenderlo nel nostro paese.

La scelta più coerente è fare llm post laurea, ma un problema per me permane, per talune materie è quasi impossibile riuscire a fare una pratica di tipo internazionale! Oltre la stanchezza e la probabile delusione di un esame di avvocato che potrebbe portare più di 3 anni della tua vita!

Vorrei evitare di dilungarmi su un carriera senza sbocchi, io proverò a trovare ottime chance in termini lavorativi ma devo avere un piano B a medio termine, per me quello è l'llm.

Posso chiederti invece se hai info in fattore di spendibilità di un master in banking e finance o commercial law nel nostro paese?

Grazie ancora, attendo tuo notizie!
quote
NickJ

Ho capito perfettamente la ratio sottesa alla tua scelta di fare un LL.M immediatamente post laurea, quello che sto cercando di farti capire è che difficilmente tale scelta soddisferà le tue aspettative. Mi permetto di insistere ancora un momento sul mercato inglese. Anche venissi preso alla LSE, cosa francamente difficile, non cambierebbe nulla. Potresti anche uscire da Oxbridge, poco cambierebbe. Un LL.M non è condizione sufficiente per lavorare nel mercato inglese con una laurea di civil law, specialmente nei settori in cui tu dici di volerti specializzare. Gli inglesi non hanno bisogno di fare un master, gli basta la loro laurea triennale (BA/LLB o BA+GDL). Questo per tutta una serie di ragioni tipiche del mercato legale inglese che non posso esporre in modo estensivo in questa sede.
Un LL.M per lavorare come praticante su Milano (che non è il paradiso eh!) non è richiesto. Viene data preferenza in media ad alcune università, al voto di laurea, all'età, alla conoscenza delle lingue ed esperienze all'estero. Quello che fai in una law firm londinese lo fai anche in una law firm milanese. In base a queste premesse ti dovrebbe essere chiaro che spendere 30mila almeno per fare un LL.M in UK subito post laurea non ha semplicemente senso. Quantomeno non lo ha se non hai una disponibilità di mezzi tale per cui 30mila per te non sono nulla, vuoi passare un anno a Londra per scelta di vita e poi tornare su Milano/Roma con qualcosa in più da rivendere ma niente che faccia la differenza oppure pagarti il GDL post LLM o farti un altro LLM in USA e abilitarti a NY per poi fare il QLTS, etc.
Mi sembra di capire che non è il tuo caso.
Ti dirò di più, ormai gli LL.M sono talmente inflazionati che valgono sempre meno, specialmente quelli in UK. Su Milano troverai decine di persone con LL.M ad Harvard, tante in USA, tantissime in UK. La nuova moda è farsi un MBA.
Per quanto riguarda l'esame di abilitazione e tutto il resto, purtroppo è così. Non ci sono scorciatoie, questa è la verità. Non puoi pensare che un LL.M ti cambi la vita o ti consenta di bypassare certi percorsi "obbligati". Ti rinnovo il mio consiglio: cerca di entrare in qualche studio decente in Italia, fai la pratica ed abilitati, successivamente considera un programma LL.M che ti possa aiutare concretamente nella crescita professionale già intrapresa e non sia tanto per.
Banking and Finance non vuol dire nulla. Parli di un MSc o di un LL.M? Posso presumere di un LL.M, beh la spendibilità è sempre quella, poca o nulla al di fuori degli studi legali.
La QMUL ha degli ottimi percorsi di specializzazione in questo settore ed affini, puoi trovarli guardando sotto la specializzazione in Law&Finance.

Ho capito perfettamente la ratio sottesa alla tua scelta di fare un LL.M immediatamente post laurea, quello che sto cercando di farti capire è che difficilmente tale scelta soddisferà le tue aspettative. Mi permetto di insistere ancora un momento sul mercato inglese. Anche venissi preso alla LSE, cosa francamente difficile, non cambierebbe nulla. Potresti anche uscire da Oxbridge, poco cambierebbe. Un LL.M non è condizione sufficiente per lavorare nel mercato inglese con una laurea di civil law, specialmente nei settori in cui tu dici di volerti specializzare. Gli inglesi non hanno bisogno di fare un master, gli basta la loro laurea triennale (BA/LLB o BA+GDL). Questo per tutta una serie di ragioni tipiche del mercato legale inglese che non posso esporre in modo estensivo in questa sede.
Un LL.M per lavorare come praticante su Milano (che non è il paradiso eh!) non è richiesto. Viene data preferenza in media ad alcune università, al voto di laurea, all'età, alla conoscenza delle lingue ed esperienze all'estero. Quello che fai in una law firm londinese lo fai anche in una law firm milanese. In base a queste premesse ti dovrebbe essere chiaro che spendere 30mila€ almeno per fare un LL.M in UK subito post laurea non ha semplicemente senso. Quantomeno non lo ha se non hai una disponibilità di mezzi tale per cui 30mila€ per te non sono nulla, vuoi passare un anno a Londra per scelta di vita e poi tornare su Milano/Roma con qualcosa in più da rivendere ma niente che faccia la differenza oppure pagarti il GDL post LLM o farti un altro LLM in USA e abilitarti a NY per poi fare il QLTS, etc.
Mi sembra di capire che non è il tuo caso.
Ti dirò di più, ormai gli LL.M sono talmente inflazionati che valgono sempre meno, specialmente quelli in UK. Su Milano troverai decine di persone con LL.M ad Harvard, tante in USA, tantissime in UK. La nuova moda è farsi un MBA.
Per quanto riguarda l'esame di abilitazione e tutto il resto, purtroppo è così. Non ci sono scorciatoie, questa è la verità. Non puoi pensare che un LL.M ti cambi la vita o ti consenta di bypassare certi percorsi "obbligati". Ti rinnovo il mio consiglio: cerca di entrare in qualche studio decente in Italia, fai la pratica ed abilitati, successivamente considera un programma LL.M che ti possa aiutare concretamente nella crescita professionale già intrapresa e non sia tanto per.
Banking and Finance non vuol dire nulla. Parli di un MSc o di un LL.M? Posso presumere di un LL.M, beh la spendibilità è sempre quella, poca o nulla al di fuori degli studi legali.
La QMUL ha degli ottimi percorsi di specializzazione in questo settore ed affini, puoi trovarli guardando sotto la specializzazione in Law&Finance.
quote
ItalianLaw

Ho capito perfettamente la ratio sottesa alla tua scelta di fare un LL.M immediatamente post laurea, quello che sto cercando di farti capire è che difficilmente tale scelta soddisferà le tue aspettative. Mi permetto di insistere ancora un momento sul mercato inglese. Anche venissi preso alla LSE, cosa francamente difficile, non cambierebbe nulla. Potresti anche uscire da Oxbridge, poco cambierebbe. Un LL.M non è condizione sufficiente per lavorare nel mercato inglese con una laurea di civil law, specialmente nei settori in cui tu dici di volerti specializzare. Gli inglesi non hanno bisogno di fare un master, gli basta la loro laurea triennale (BA/LLB o BA+GDL). Questo per tutta una serie di ragioni tipiche del mercato legale inglese che non posso esporre in modo estensivo in questa sede.
Un LL.M per lavorare come praticante su Milano (che non è il paradiso eh!) non è richiesto. Viene data preferenza in media ad alcune università, al voto di laurea, all'età, alla conoscenza delle lingue ed esperienze all'estero. Quello che fai in una law firm londinese lo fai anche in una law firm milanese. In base a queste premesse ti dovrebbe essere chiaro che spendere 30mila almeno per fare un LL.M in UK subito post laurea non ha semplicemente senso. Quantomeno non lo ha se non hai una disponibilità di mezzi tale per cui 30mila per te non sono nulla, vuoi passare un anno a Londra per scelta di vita e poi tornare su Milano/Roma con qualcosa in più da rivendere ma niente che faccia la differenza oppure pagarti il GDL post LLM o farti un altro LLM in USA e abilitarti a NY per poi fare il QLTS, etc.
Mi sembra di capire che non è il tuo caso.
Ti dirò di più, ormai gli LL.M sono talmente inflazionati che valgono sempre meno, specialmente quelli in UK. Su Milano troverai decine di persone con LL.M ad Harvard, tante in USA, tantissime in UK. La nuova moda è farsi un MBA.
Per quanto riguarda l'esame di abilitazione e tutto il resto, purtroppo è così. Non ci sono scorciatoie, questa è la verità. Non puoi pensare che un LL.M ti cambi la vita o ti consenta di bypassare certi percorsi "obbligati". Ti rinnovo il mio consiglio: cerca di entrare in qualche studio decente in Italia, fai la pratica ed abilitati, successivamente considera un programma LL.M che ti possa aiutare concretamente nella crescita professionale già intrapresa e non sia tanto per.
Banking and Finance non vuol dire nulla. Parli di un MSc o di un LL.M? Posso presumere di un LL.M, beh la spendibilità è sempre quella, poca o nulla al di fuori degli studi legali.
La QMUL ha degli ottimi percorsi di specializzazione in questo settore ed affini, puoi trovarli guardando sotto la specializzazione in Law&Finance.


Beh io in realtà avrei una regional scholarship, ma dovrei sempre anticipare per poi vedermi restituito il tutto dalla regione a suo tempo.

Ti dirò, io sto cercando di lavorare, lavorare il più che posso in bei luoghi. Con l'inglese ci siamo, adesso il summer school...Quello che io ho fatto ad oggi è ricercare gli ex llm che non avevano esperienza, più o meno tutti erano piazzati negli studi internazionali di roma o milano (provenienti dal QMU, mentre poco piazzati ho visto i provenienti dalla ucl- non so il perchè però!). Mentre notavo che gli ex avvocati tendevano a non tornare più in italia accettando anche lavori totalmente diversi come quello di document reviewer.

Vorrei capire proprio questo, se è solo una fortuna di questi ragazzi essere entrati nel magic circle italiano post llm (tra cui anche un 104 in bonelli).
Altra cosa interessante del QMU è Qlegal che permette di fare delle piccole pro bono, un po' di esperienza durante llm.

E' chiaro, bisogna avere tanta fortuna, trovarsi al posto giusto e nel momento giusto ed avere anche agganci interni.

<blockquote>Ho capito perfettamente la ratio sottesa alla tua scelta di fare un LL.M immediatamente post laurea, quello che sto cercando di farti capire è che difficilmente tale scelta soddisferà le tue aspettative. Mi permetto di insistere ancora un momento sul mercato inglese. Anche venissi preso alla LSE, cosa francamente difficile, non cambierebbe nulla. Potresti anche uscire da Oxbridge, poco cambierebbe. Un LL.M non è condizione sufficiente per lavorare nel mercato inglese con una laurea di civil law, specialmente nei settori in cui tu dici di volerti specializzare. Gli inglesi non hanno bisogno di fare un master, gli basta la loro laurea triennale (BA/LLB o BA+GDL). Questo per tutta una serie di ragioni tipiche del mercato legale inglese che non posso esporre in modo estensivo in questa sede.
Un LL.M per lavorare come praticante su Milano (che non è il paradiso eh!) non è richiesto. Viene data preferenza in media ad alcune università, al voto di laurea, all'età, alla conoscenza delle lingue ed esperienze all'estero. Quello che fai in una law firm londinese lo fai anche in una law firm milanese. In base a queste premesse ti dovrebbe essere chiaro che spendere 30mila€ almeno per fare un LL.M in UK subito post laurea non ha semplicemente senso. Quantomeno non lo ha se non hai una disponibilità di mezzi tale per cui 30mila€ per te non sono nulla, vuoi passare un anno a Londra per scelta di vita e poi tornare su Milano/Roma con qualcosa in più da rivendere ma niente che faccia la differenza oppure pagarti il GDL post LLM o farti un altro LLM in USA e abilitarti a NY per poi fare il QLTS, etc.
Mi sembra di capire che non è il tuo caso.
Ti dirò di più, ormai gli LL.M sono talmente inflazionati che valgono sempre meno, specialmente quelli in UK. Su Milano troverai decine di persone con LL.M ad Harvard, tante in USA, tantissime in UK. La nuova moda è farsi un MBA.
Per quanto riguarda l'esame di abilitazione e tutto il resto, purtroppo è così. Non ci sono scorciatoie, questa è la verità. Non puoi pensare che un LL.M ti cambi la vita o ti consenta di bypassare certi percorsi "obbligati". Ti rinnovo il mio consiglio: cerca di entrare in qualche studio decente in Italia, fai la pratica ed abilitati, successivamente considera un programma LL.M che ti possa aiutare concretamente nella crescita professionale già intrapresa e non sia tanto per.
Banking and Finance non vuol dire nulla. Parli di un MSc o di un LL.M? Posso presumere di un LL.M, beh la spendibilità è sempre quella, poca o nulla al di fuori degli studi legali.
La QMUL ha degli ottimi percorsi di specializzazione in questo settore ed affini, puoi trovarli guardando sotto la specializzazione in Law&Finance.</blockquote>

Beh io in realtà avrei una regional scholarship, ma dovrei sempre anticipare per poi vedermi restituito il tutto dalla regione a suo tempo.

Ti dirò, io sto cercando di lavorare, lavorare il più che posso in bei luoghi. Con l'inglese ci siamo, adesso il summer school...Quello che io ho fatto ad oggi è ricercare gli ex llm che non avevano esperienza, più o meno tutti erano piazzati negli studi internazionali di roma o milano (provenienti dal QMU, mentre poco piazzati ho visto i provenienti dalla ucl- non so il perchè però!). Mentre notavo che gli ex avvocati tendevano a non tornare più in italia accettando anche lavori totalmente diversi come quello di document reviewer.

Vorrei capire proprio questo, se è solo una fortuna di questi ragazzi essere entrati nel magic circle italiano post llm (tra cui anche un 104 in bonelli).
Altra cosa interessante del QMU è Qlegal che permette di fare delle piccole pro bono, un po' di esperienza durante llm.

E' chiaro, bisogna avere tanta fortuna, trovarsi al posto giusto e nel momento giusto ed avere anche agganci interni.
quote
NickJ

I laureati delle università milanesi (in particolare Cattolica e Bocconi), così come della LUISS e di alcune pubbliche (a patto in media di avere un voto di laurea alto), non hanno certo bisogno di un LLM per inserirsi su Milano. A volte (non sempre) invece studenti di altre università fanno un master (tipo quelli del sole24h) o un LLM per essere presi. Non c'è comunque un formato standard del praticante su Milano, troverai gente laureata in 4 anni con 110L così come gente laureata in 7 con 105. Quello che le law firms cercano è più che altro gente disposta a lavorare veramente tanto. Un LLM fatto da un neolaureato cambia pochissimo le cose, secondo me è da considerare solo se non riesci proprio a trovare lavoro con la tua sola laurea. Non so quale sia il tuo ateneo, ma un 105/110 con conoscenza buona della lingua inglese e qualche esperienza all'estero dovrebbero permetterti in linea teorica di inserirti, se non altro iniziando con uno stage per poi passare al praticantato.

I laureati delle università milanesi (in particolare Cattolica e Bocconi), così come della LUISS e di alcune pubbliche (a patto in media di avere un voto di laurea alto), non hanno certo bisogno di un LLM per inserirsi su Milano. A volte (non sempre) invece studenti di altre università fanno un master (tipo quelli del sole24h) o un LLM per essere presi. Non c'è comunque un formato standard del praticante su Milano, troverai gente laureata in 4 anni con 110L così come gente laureata in 7 con 105. Quello che le law firms cercano è più che altro gente disposta a lavorare veramente tanto. Un LLM fatto da un neolaureato cambia pochissimo le cose, secondo me è da considerare solo se non riesci proprio a trovare lavoro con la tua sola laurea. Non so quale sia il tuo ateneo, ma un 105/110 con conoscenza buona della lingua inglese e qualche esperienza all'estero dovrebbero permetterti in linea teorica di inserirti, se non altro iniziando con uno stage per poi passare al praticantato.
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ItalianLaw

I laureati delle università milanesi (in particolare Cattolica e Bocconi), così come della LUISS e di alcune pubbliche (a patto in media di avere un voto di laurea alto), non hanno certo bisogno di un LLM per inserirsi su Milano. A volte (non sempre) invece studenti di altre università fanno un master (tipo quelli del sole24h) o un LLM per essere presi. Non c'è comunque un formato standard del praticante su Milano, troverai gente laureata in 4 anni con 110L così come gente laureata in 7 con 105. Quello che le law firms cercano è più che altro gente disposta a lavorare veramente tanto. Un LLM fatto da un neolaureato cambia pochissimo le cose, secondo me è da considerare solo se non riesci proprio a trovare lavoro con la tua sola laurea. Non so quale sia il tuo ateneo, ma un 105/110 con conoscenza buona della lingua inglese e qualche esperienza all'estero dovrebbero permetterti in linea teorica di inserirti, se non altro iniziando con uno stage per poi passare al praticantato.


Grazie mille NickJ. Proseguo sfruttando il mio precedente stage e summer school così da vedere di trovare qualcosa un po' prima della laurea a novembre. Cosicché in un paio di mesi io mi renda conto delle reali prospettive ed in caso applicato per qmu verso maggio in caso non ci siano prospettive. Per esperienza, applicare a maggio è qualcosa di rischioso?

<blockquote>I laureati delle università milanesi (in particolare Cattolica e Bocconi), così come della LUISS e di alcune pubbliche (a patto in media di avere un voto di laurea alto), non hanno certo bisogno di un LLM per inserirsi su Milano. A volte (non sempre) invece studenti di altre università fanno un master (tipo quelli del sole24h) o un LLM per essere presi. Non c'è comunque un formato standard del praticante su Milano, troverai gente laureata in 4 anni con 110L così come gente laureata in 7 con 105. Quello che le law firms cercano è più che altro gente disposta a lavorare veramente tanto. Un LLM fatto da un neolaureato cambia pochissimo le cose, secondo me è da considerare solo se non riesci proprio a trovare lavoro con la tua sola laurea. Non so quale sia il tuo ateneo, ma un 105/110 con conoscenza buona della lingua inglese e qualche esperienza all'estero dovrebbero permetterti in linea teorica di inserirti, se non altro iniziando con uno stage per poi passare al praticantato.</blockquote>

Grazie mille NickJ. Proseguo sfruttando il mio precedente stage e summer school così da vedere di trovare qualcosa un po' prima della laurea a novembre. Cosicché in un paio di mesi io mi renda conto delle reali prospettive ed in caso applicato per qmu verso maggio in caso non ci siano prospettive. Per esperienza, applicare a maggio è qualcosa di rischioso?
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Elanor

Confermo quanto scritto da Nickj, la competenza con gli studenti è fortissima. E se in qualche settore riesco a spuntarla, nell'ambito del diritto commerciale non c'è trippa per gatti.

Anche io miro alla LSE, sarebbe un sogno per me entrarci, ma anche qui mi tocca dar ragione a Nickj e nonostante il fatto che lo sfizio di applicare me lo tolgo comunque, sono consapevole che il mio 107 non basterà ad assicurarmi un posto.

Come già anticipai in qualche post precedente, ad ottobre applicherò per un llm (o un programma ibrido come lo stesso Nickj mi consigliò all'epoco) in Finance and Banking law. A tal proposito domani ho un colloquio con una law firm inglese specializzata appunto in Finance and Banking law. Non sono certa di accettare la loro offerta (tre mesi di work experience per poi essere assunta come paralegal). Insomma l'offerta in sè è buona, solo che la law firm che me l'ha proposta non è molto importante ed è in zona 2/3. Pensate che un'esperienza del genere possa essere utile alla causa "università importante inglese accetta la mia applicazione"?

(Scusate per la pessima struttura del post, ma ho finito di lavorare da poco e sono davvero distrutta...)

Confermo quanto scritto da Nickj, la competenza con gli studenti è fortissima. E se in qualche settore riesco a spuntarla, nell'ambito del diritto commerciale non c'è trippa per gatti.

Anche io miro alla LSE, sarebbe un sogno per me entrarci, ma anche qui mi tocca dar ragione a Nickj e nonostante il fatto che lo sfizio di applicare me lo tolgo comunque, sono consapevole che il mio 107 non basterà ad assicurarmi un posto.

Come già anticipai in qualche post precedente, ad ottobre applicherò per un llm (o un programma ibrido come lo stesso Nickj mi consigliò all'epoco) in Finance and Banking law. A tal proposito domani ho un colloquio con una law firm inglese specializzata appunto in Finance and Banking law. Non sono certa di accettare la loro offerta (tre mesi di work experience per poi essere assunta come paralegal). Insomma l'offerta in sè è buona, solo che la law firm che me l'ha proposta non è molto importante ed è in zona 2/3. Pensate che un'esperienza del genere possa essere utile alla causa "università importante inglese accetta la mia applicazione"?

(Scusate per la pessima struttura del post, ma ho finito di lavorare da poco e sono davvero distrutta...)
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NickJ

@Elanor io credo che la tua posizione sia diversa, per certi versi migliore, rispetto a quella di Italian. Hai già fatto esperienza lavorativa su Londra e conosci l'ambiente in cui ti muovi. Io al tuo posto punterei su un percorso ibrido come ti ho già detto, peraltro la QMUL è salita molto nelle classifiche internazionali e nazionali, non è la LSE ma parliamo di una signora scuola. Inoltre, allo stato attuale, l'unico altro programma ibrido Law&Finance in UK di livello superiore è quello offerto da Oxford. Male che vada, a mio parere, avresti buone possibilità di provare a ottenere un TC. Ricordo che non è proprio quello che desideri, ma come piano B non mi sembra male.

@Italian mi sembra il giusto modo di procedere.

@Elanor io credo che la tua posizione sia diversa, per certi versi migliore, rispetto a quella di Italian. Hai già fatto esperienza lavorativa su Londra e conosci l'ambiente in cui ti muovi. Io al tuo posto punterei su un percorso ibrido come ti ho già detto, peraltro la QMUL è salita molto nelle classifiche internazionali e nazionali, non è la LSE ma parliamo di una signora scuola. Inoltre, allo stato attuale, l'unico altro programma ibrido Law&Finance in UK di livello superiore è quello offerto da Oxford. Male che vada, a mio parere, avresti buone possibilità di provare a ottenere un TC. Ricordo che non è proprio quello che desideri, ma come piano B non mi sembra male.

@Italian mi sembra il giusto modo di procedere.
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Elanor

@Elanor io credo che la tua posizione sia diversa, per certi versi migliore, rispetto a quella di Italian. Hai già fatto esperienza lavorativa su Londra e conosci l'ambiente in cui ti muovi. Io al tuo posto punterei su un percorso ibrido come ti ho già detto, peraltro la QMUL è salita molto nelle classifiche internazionali e nazionali, non è la LSE ma parliamo di una signora scuola. Inoltre, allo stato attuale, l'unico altro programma ibrido Law&Finance in UK di livello superiore è quello offerto da Oxford. Male che vada, a mio parere, avresti buone possibilità di provare a ottenere un TC. Ricordo che non è proprio quello che desideri, ma come piano B non mi sembra male.


Grazie, come sempre i tuoi consigli per me sono sempre preziosi.

Cosa pensi della posizione che mi hanno offerto? Soprattutto in vista delle mie applicazioni. Intendo, anche se la law firm è davvero piccola, il fatto di essere così specializzati nella materia che mi propongo di studiare può essere un punto a mio favore o dico di no e mi propongo ad altre aziende finanziarie che certo non tratteranno proprio di Banking law ma magari sono più rilevanti...?

<blockquote>@Elanor io credo che la tua posizione sia diversa, per certi versi migliore, rispetto a quella di Italian. Hai già fatto esperienza lavorativa su Londra e conosci l'ambiente in cui ti muovi. Io al tuo posto punterei su un percorso ibrido come ti ho già detto, peraltro la QMUL è salita molto nelle classifiche internazionali e nazionali, non è la LSE ma parliamo di una signora scuola. Inoltre, allo stato attuale, l'unico altro programma ibrido Law&Finance in UK di livello superiore è quello offerto da Oxford. Male che vada, a mio parere, avresti buone possibilità di provare a ottenere un TC. Ricordo che non è proprio quello che desideri, ma come piano B non mi sembra male.
</blockquote>

Grazie, come sempre i tuoi consigli per me sono sempre preziosi.

Cosa pensi della posizione che mi hanno offerto? Soprattutto in vista delle mie applicazioni. Intendo, anche se la law firm è davvero piccola, il fatto di essere così specializzati nella materia che mi propongo di studiare può essere un punto a mio favore o dico di no e mi propongo ad altre aziende finanziarie che certo non tratteranno proprio di Banking law ma magari sono più rilevanti...?
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NickJ

Guarda onestamente non credo che una esperienza lavorativa del genere possa fare davvero la differenza per l'ammissione ad un programma LL.M a Londra, conosco persone ammesse alla LSE, QMUL, KCL, UCL immediatamente post laurea e senza alcuna esperienza lavorativa (che poi abbia poco senso come dicevo ad Italian è un altro conto), non è come in USA. Guardano principalmente il voto di laurea, non gli interessa nemmeno quanti anni hai impiegato a laurearti.
Forse la LSE tra tutte è quella che saprebbe apprezzare di più una esperienza lavorativa del genere, ma non saprei dirti quanto e resto convinto che non compenserebbe comunque il voto di laurea. La QMUL potrebbe considerarti per una borsa di studio, ne hanno alcune dedicate alle varie specializzazioni LLM (mi viene in mente quella in Energy Law), ti conviene guardare sul loro sito.

Guarda onestamente non credo che una esperienza lavorativa del genere possa fare davvero la differenza per l'ammissione ad un programma LL.M a Londra, conosco persone ammesse alla LSE, QMUL, KCL, UCL immediatamente post laurea e senza alcuna esperienza lavorativa (che poi abbia poco senso come dicevo ad Italian è un altro conto), non è come in USA. Guardano principalmente il voto di laurea, non gli interessa nemmeno quanti anni hai impiegato a laurearti.
Forse la LSE tra tutte è quella che saprebbe apprezzare di più una esperienza lavorativa del genere, ma non saprei dirti quanto e resto convinto che non compenserebbe comunque il voto di laurea. La QMUL potrebbe considerarti per una borsa di studio, ne hanno alcune dedicate alle varie specializzazioni LLM (mi viene in mente quella in Energy Law), ti conviene guardare sul loro sito.
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SaulB

Ragazzi scusate se sono OT ma c'è qualcuno che l'anno prossimo andrà all'University of Michigan?

Ragazzi scusate se sono OT ma c'è qualcuno che l'anno prossimo andrà all'University of Michigan?
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Stagista11

non sei off-topic, anzi! Congratulazioni per l'ammissione a UMich: davvero un'ottima scuola

non sei off-topic, anzi! Congratulazioni per l'ammissione a UMich: davvero un'ottima scuola
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ItalianLaw

Ragazzi scusate se sono OT ma c'è qualcuno che l'anno prossimo andrà all'University of Michigan?


Complimenti veramente! SaulB cosa ti ha spinto ad applicare llm?Se posso sapere :)

<blockquote>Ragazzi scusate se sono OT ma c'è qualcuno che l'anno prossimo andrà all'University of Michigan?</blockquote>

Complimenti veramente! SaulB cosa ti ha spinto ad applicare llm?Se posso sapere :)
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SaulB

Rispondo per punti:
1) l'ambiente ristretto e familiare: sono pochi gli studenti ammessi. Per il mio programma (International Tax) saremo in 6. Rispetto agli altri (NYU e Florida) lo considero migliore
2) c'è una borsa di studio degli ex alumni italiani piuttosto generosa
3) durante l'app ho avuto l'impressione che tu non sia solo un numero per la scuola

Rispondo per punti:
1) l'ambiente ristretto e familiare: sono pochi gli studenti ammessi. Per il mio programma (International Tax) saremo in 6. Rispetto agli altri (NYU e Florida) lo considero migliore
2) c'è una borsa di studio degli ex alumni italiani piuttosto generosa
3) durante l'app ho avuto l'impressione che tu non sia solo un numero per la scuola
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NickJ

Domanda rivolta a chi ha già fatto un LL.M alla NYU o alla Columbia: ritenete che il 110 o 110L sia un requisito imprescindibile ai fini dell'ammissione? Non tanto perché il voto di laurea italiano goda di una qualche considerazione concreta all'estero, ma più che altro per il discorso della competizione italiani vs italiani. Grazie.

Domanda rivolta a chi ha già fatto un LL.M alla NYU o alla Columbia: ritenete che il 110 o 110L sia un requisito imprescindibile ai fini dell'ammissione? Non tanto perché il voto di laurea italiano goda di una qualche considerazione concreta all'estero, ma più che altro per il discorso della competizione italiani vs italiani. Grazie.
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ItalianLaw

Domanda rivolta a chi ha già fatto un LL.M alla NYU o alla Columbia: ritenete che il 110 o 110L sia un requisito imprescindibile ai fini dell'ammissione? Non tanto perché il voto di laurea italiano goda di una qualche considerazione concreta all'estero, ma più che altro per il discorso della competizione italiani vs italiani. Grazie.


Ma non lavoravi? Ps quest'anno sei al programma "Premium" LSE?

Cmq un mio amico con 103 ed un'esperienza da imprenditore in asia( tre anni) è entrato in Columbia.

<blockquote>Domanda rivolta a chi ha già fatto un LL.M alla NYU o alla Columbia: ritenete che il 110 o 110L sia un requisito imprescindibile ai fini dell'ammissione? Non tanto perché il voto di laurea italiano goda di una qualche considerazione concreta all'estero, ma più che altro per il discorso della competizione italiani vs italiani. Grazie.</blockquote>

Ma non lavoravi? Ps quest'anno sei al programma "Premium" LSE?

Cmq un mio amico con 103 ed un'esperienza da imprenditore in asia( tre anni) è entrato in Columbia.
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Jack13

Domanda rivolta a chi ha già fatto un LL.M alla NYU o alla Columbia: ritenete che il 110 o 110L sia un requisito imprescindibile ai fini dell'ammissione? Non tanto perché il voto di laurea italiano goda di una qualche considerazione concreta all'estero, ma più che altro per il discorso della competizione italiani vs italiani. Grazie.


Nella mia visione, il voto di laurea conta eccome. In questa discussione lo si sta oltremodo sottovalutando. Rimango peraltro convinto che le Admissions committees non tengano conto del mero voto ma anche della media. Un 110L con la media del 29.8 vale di gran lunga di più di un 110L raggiunto da uno studente con la media del 28.

Tornando alla tua domanda, l'ammissione a Columbia ed NYU senza 110 non è di per sé un evento irrealizzabile. Di certo però questo gap deve essere colmato con altri elementi quali esperienze all'estero etc.

<blockquote>Domanda rivolta a chi ha già fatto un LL.M alla NYU o alla Columbia: ritenete che il 110 o 110L sia un requisito imprescindibile ai fini dell'ammissione? Non tanto perché il voto di laurea italiano goda di una qualche considerazione concreta all'estero, ma più che altro per il discorso della competizione italiani vs italiani. Grazie.</blockquote>

Nella mia visione, il voto di laurea conta eccome. In questa discussione lo si sta oltremodo sottovalutando. Rimango peraltro convinto che le Admissions committees non tengano conto del mero voto ma anche della media. Un 110L con la media del 29.8 vale di gran lunga di più di un 110L raggiunto da uno studente con la media del 28.

Tornando alla tua domanda, l'ammissione a Columbia ed NYU senza 110 non è di per sé un evento irrealizzabile. Di certo però questo gap deve essere colmato con altri elementi quali esperienze all'estero etc.
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NickJ

Eh infatti Jack, anche io sono d'accordo con te, almeno per quanto riguarda alcune università USA. Ho chiesto un riscontro per un mio amico che ha 108/110 e vorrebbe fare domanda in queste due scuole.

Eh infatti Jack, anche io sono d'accordo con te, almeno per quanto riguarda alcune università USA. Ho chiesto un riscontro per un mio amico che ha 108/110 e vorrebbe fare domanda in queste due scuole.
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fabpal78

Salve a tutti e complimenti per la forte collaborazione presente in questo sito. Descrivo brevemente il mio quesito.
Sono un avvocato italiano già abilitato, laureato con 98/100 presso l'Università di Salerno (quindi 2.2 di score, giusto?). Sogno (è proprio il caso di dirlo, sigh!) di entrare a far parte di una law firm in UK ma sono indeciso sul percorso giusto per me. Potrei sostenere il QLTS, ma non è certo che il superamento di tale step mi permetta di avere grandi opportunità per un reclutamento. In alternativa, ci sarebbe un LLM, tuttavia con il mio voto di laurea potrei ambire solo ad università di secondo livello (giusto?). Tra il 2011 e 2013 ho vissuto in Inghilterra e durante quel periodo inviai più di 100 "resume" ricevendo solo un interessamento da parte di uno studio legale inglese che peraltro mi chiese di frequentare l' LPC eppoi avremmo potuto iniziare eventualmente a collaborare.
Il quesito è il seguente: Secondo voi quale strada potrebbe essere quella più opportuna da intraprendere per una persona che abbia il mio profilo professionale? Siccome per affrontare gli studi servono tanti soldi, non vorrei indebitarmi senza poi ottenere dei risultati concreti. MI basterebbe anche poter acquisire sostanziali chances di iniziare una collaborazione con studi inglesi non di primo livello (sicuramente starei meglio rispetto alla situazione della stragrande maggioranza degli avvocati che lavorano in Italia).
Vi ringrazio fin da adesso per i vostri consigli ed in bocca al lupo a tutti!

Salve a tutti e complimenti per la forte collaborazione presente in questo sito. Descrivo brevemente il mio quesito.
Sono un avvocato italiano già abilitato, laureato con 98/100 presso l'Università di Salerno (quindi 2.2 di score, giusto?). Sogno (è proprio il caso di dirlo, sigh!) di entrare a far parte di una law firm in UK ma sono indeciso sul percorso giusto per me. Potrei sostenere il QLTS, ma non è certo che il superamento di tale step mi permetta di avere grandi opportunità per un reclutamento. In alternativa, ci sarebbe un LLM, tuttavia con il mio voto di laurea potrei ambire solo ad università di secondo livello (giusto?). Tra il 2011 e 2013 ho vissuto in Inghilterra e durante quel periodo inviai più di 100 "resume" ricevendo solo un interessamento da parte di uno studio legale inglese che peraltro mi chiese di frequentare l' LPC eppoi avremmo potuto iniziare eventualmente a collaborare.
Il quesito è il seguente: Secondo voi quale strada potrebbe essere quella più opportuna da intraprendere per una persona che abbia il mio profilo professionale? Siccome per affrontare gli studi servono tanti soldi, non vorrei indebitarmi senza poi ottenere dei risultati concreti. MI basterebbe anche poter acquisire sostanziali chances di iniziare una collaborazione con studi inglesi non di primo livello (sicuramente starei meglio rispetto alla situazione della stragrande maggioranza degli avvocati che lavorano in Italia).
Vi ringrazio fin da adesso per i vostri consigli ed in bocca al lupo a tutti!
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