Italians who applied for an LLM


stwer90

ciao a tutti, muovo i miei primi passi nel mondo dei master llm, benchè non sia più una ragazzina: sono laureata allla sappienza 110/110, avvocato, diversi anni di studi e corsi per il concorso in magistratura e qualche pubblicazione, ma piccole cose. e questo è tutto il mio curriculum.
spero tanto che mi possiate consigliare, visto che non avrei nessuno con cui confrontarmi sul tema dei master.
per prima cosa, ho visto- ma non ridete, per favore- che vi sarebbero dei master lld anche in italia, in particolare a roma in diritto privato comparato.
vi sembra che possano avere un'utilità, oppure è tempo perso?
in caso contrario, sapreste dirmi quanto si deve mettere in bilancio di spendere per fare un master in UK?
grazie ragazzi!
ps. NON SO DOVE VADANO A FINIRE I MIEI POST, MA NON TROVO DOVE INSERIRE UN NUOVO POST, RIESCO SOLO A QUOTARE! HELP...)


Ciao,
Per prima cosa se la tua intenzione e' di rimanere in Europa, ti consiglio di leggere e postare nella sezione Euorpa/UK-IRL. Questo thread e' nella sezione USA. In ogni caso, personalmente sconsiglierei il master in Italia in quanto la tua laurea magistrale (che presumo tu abbia preso con il vecchio ordinamento) e' piu' che sufficiente per trovare lavoro e il master non ti fornirebbe alcun valore aggiunto ne' in termini di competenze ne' di network. Sulla base delle informazioni che hai riportato, mi pare che tu sia piu' orientata verso una carriera accademica o semi-accademica piuttosto che forense. Il mio consiglio quindi non e' di fare application per un LL.M ma piuttosto un Ph.D., che ti consentirebbe di studiare e focalizzarti sulla ricerca, aprendoti porte per una eventuale carriera accademica. Non sono molto ferrato in materia di Ph.D in Europa e UK, ma penso che abbiano tuitions piu' ridotte rispetto agli LL.M benche' ovviamente durino piu' a lungo. In alternativa, se vuoi mantenere l'impegno piu' ristretto possibile nel tempo e la carriera forense ti attira comunque, vai per un LL.M. I costi variano in base all'universita' ma I cittadini europei hanno agevolazioni.

In bocca al lupo

<blockquote>ciao a tutti, muovo i miei primi passi nel mondo dei master llm, benchè non sia più una ragazzina: sono laureata allla sappienza 110/110, avvocato, diversi anni di studi e corsi per il concorso in magistratura e qualche pubblicazione, ma piccole cose. e questo è tutto il mio curriculum.
spero tanto che mi possiate consigliare, visto che non avrei nessuno con cui confrontarmi sul tema dei master.
per prima cosa, ho visto- ma non ridete, per favore- che vi sarebbero dei master lld anche in italia, in particolare a roma in diritto privato comparato.
vi sembra che possano avere un'utilità, oppure è tempo perso?
in caso contrario, sapreste dirmi quanto si deve mettere in bilancio di spendere per fare un master in UK?
grazie ragazzi!
ps. NON SO DOVE VADANO A FINIRE I MIEI POST, MA NON TROVO DOVE INSERIRE UN NUOVO POST, RIESCO SOLO A QUOTARE! HELP...)</blockquote>

Ciao,
Per prima cosa se la tua intenzione e' di rimanere in Europa, ti consiglio di leggere e postare nella sezione Euorpa/UK-IRL. Questo thread e' nella sezione USA. In ogni caso, personalmente sconsiglierei il master in Italia in quanto la tua laurea magistrale (che presumo tu abbia preso con il vecchio ordinamento) e' piu' che sufficiente per trovare lavoro e il master non ti fornirebbe alcun valore aggiunto ne' in termini di competenze ne' di network. Sulla base delle informazioni che hai riportato, mi pare che tu sia piu' orientata verso una carriera accademica o semi-accademica piuttosto che forense. Il mio consiglio quindi non e' di fare application per un LL.M ma piuttosto un Ph.D., che ti consentirebbe di studiare e focalizzarti sulla ricerca, aprendoti porte per una eventuale carriera accademica. Non sono molto ferrato in materia di Ph.D in Europa e UK, ma penso che abbiano tuitions piu' ridotte rispetto agli LL.M benche' ovviamente durino piu' a lungo. In alternativa, se vuoi mantenere l'impegno piu' ristretto possibile nel tempo e la carriera forense ti attira comunque, vai per un LL.M. I costi variano in base all'universita' ma I cittadini europei hanno agevolazioni.

In bocca al lupo
quote
DaniMar

Ciao ragazzi ho fatto application e ho in mano un offerta alla Queen Mary di Londra..
Retta fuori dal mondo piu costo della vita a Londra mi portano a dover dire ciao a questo sogno :(
In ogni caso secondo voi la scuola è buona? magari trovo una borsa di studio last minute..
ah ps: ho un mese per accettare: una volta che schiaccio accetta poi in caso non trovassi la borsa di studio posso declinare all'ultimo o sono obbligato a pagare?


Ciao! Quando accetti di solito devi pagare un piccolo deposito cauzionale. O almeno così è per UCL e KCL, che chiedono 500 £ (Però potrebbe anche essere che la Queen Mary non lo richieda). Se poi, una volta accettata l'offerta e pagato il deposito, dovessi cambiare idea, alle brutte avrai perso quelle 500 sterline di deposito, ma sicuramente non devi pagare tutta la retta!

Sulla qualità della scuola, non so darti molti consigli. Sicuramente a livello di nome/prestigio è un livello sotto LSE, UCL e KCL, ma so che va molto forte in IP per cui ho sentito di molte persone che stanno optando per QMU anche di fronte ad offerte da università dal brand più forte, in quell'ambito. Comunque se vuoi informazioni e consigli maggiori sull'argomento c'è un thread apposito nella sezione UK dedicato unitamente ad LSE/UCL/KCL/QMU, magari lì sapranno darti opinioni più precise!

<blockquote>Ciao ragazzi ho fatto application e ho in mano un offerta alla Queen Mary di Londra..
Retta fuori dal mondo piu costo della vita a Londra mi portano a dover dire ciao a questo sogno :(
In ogni caso secondo voi la scuola è buona? magari trovo una borsa di studio last minute..
ah ps: ho un mese per accettare: una volta che schiaccio accetta poi in caso non trovassi la borsa di studio posso declinare all'ultimo o sono obbligato a pagare?</blockquote>

Ciao! Quando accetti di solito devi pagare un piccolo deposito cauzionale. O almeno così è per UCL e KCL, che chiedono 500 £ (Però potrebbe anche essere che la Queen Mary non lo richieda). Se poi, una volta accettata l'offerta e pagato il deposito, dovessi cambiare idea, alle brutte avrai perso quelle 500 sterline di deposito, ma sicuramente non devi pagare tutta la retta!

Sulla qualità della scuola, non so darti molti consigli. Sicuramente a livello di nome/prestigio è un livello sotto LSE, UCL e KCL, ma so che va molto forte in IP per cui ho sentito di molte persone che stanno optando per QMU anche di fronte ad offerte da università dal brand più forte, in quell'ambito. Comunque se vuoi informazioni e consigli maggiori sull'argomento c'è un thread apposito nella sezione UK dedicato unitamente ad LSE/UCL/KCL/QMU, magari lì sapranno darti opinioni più precise!
quote
ludovica


Ciao,
Per prima cosa se la tua intenzione e' di rimanere in Europa, ti consiglio di leggere e postare nella sezione Euorpa/UK-IRL. Questo thread e' nella sezione USA. In ogni caso, personalmente sconsiglierei il master in Italia in quanto la tua laurea magistrale (che presumo tu abbia preso con il vecchio ordinamento) e' piu' che sufficiente per trovare lavoro e il master non ti fornirebbe alcun valore aggiunto ne' in termini di competenze ne' di network. Sulla base delle informazioni che hai riportato, mi pare che tu sia piu' orientata verso una carriera accademica o semi-accademica piuttosto che forense. Il mio consiglio quindi non e' di fare application per un LL.M ma piuttosto un Ph.D., che ti consentirebbe di studiare e focalizzarti sulla ricerca, aprendoti porte per una eventuale carriera accademica. Non sono molto ferrato in materia di Ph.D in Europa e UK, ma penso che abbiano tuitions piu' ridotte rispetto agli LL.M benche' ovviamente durino piu' a lungo. In alternativa, se vuoi mantenere l'impegno piu' ristretto possibile nel tempo e la carriera forense ti attira comunque, vai per un LL.M. I costi variano in base all'universita' ma I cittadini europei hanno agevolazioni.
In bocca al lupo

Grazie! diciamo che, pragmaticamente, vorrei orientarmi là dove trovo maggiori possibilità. tu pensi che con la mia laurea non dovrei avere problemi a trovare lavoro, eppure, nonostante il voto di laurea, gli studi post laurea, le pubblicazioni, due lingue straniere parlate abbastanza bene, un titolo di avvocato preso quasi con il massimo dei voti, io non riesco a trovare nulla di nulla, se si eccettua un caf in cui ho lavorato secondo un accordo che mi imponeva di fare, in cambio di una tessera di 50 euro annue, tutta l'attività stragiudiziale dei clienti e, in caso di eventuali cause (che non si sono mai viste) di farle al minimo del tariffario.
va bene, poi c'è stata una nota unione di consumatori che mi ha chiesto di pagare loro 700 euro per poter lavorare lì, (a titolo di spese varie). questo ho trovato. all'università vinsi una di quelle borse di studio in biblioteca, non so se ci sono ancora. ebbi modo di vedere come funziona il mondo dell'università italiano. non so se all'estero sia anche così, ma nell'alternativa non mi avventurerei mai a fare un dottorato.
grazie comunque per l'indicazione, provo a sentire nel settore uk!

<blockquote>
Ciao,
Per prima cosa se la tua intenzione e' di rimanere in Europa, ti consiglio di leggere e postare nella sezione Euorpa/UK-IRL. Questo thread e' nella sezione USA. In ogni caso, personalmente sconsiglierei il master in Italia in quanto la tua laurea magistrale (che presumo tu abbia preso con il vecchio ordinamento) e' piu' che sufficiente per trovare lavoro e il master non ti fornirebbe alcun valore aggiunto ne' in termini di competenze ne' di network. Sulla base delle informazioni che hai riportato, mi pare che tu sia piu' orientata verso una carriera accademica o semi-accademica piuttosto che forense. Il mio consiglio quindi non e' di fare application per un LL.M ma piuttosto un Ph.D., che ti consentirebbe di studiare e focalizzarti sulla ricerca, aprendoti porte per una eventuale carriera accademica. Non sono molto ferrato in materia di Ph.D in Europa e UK, ma penso che abbiano tuitions piu' ridotte rispetto agli LL.M benche' ovviamente durino piu' a lungo. In alternativa, se vuoi mantenere l'impegno piu' ristretto possibile nel tempo e la carriera forense ti attira comunque, vai per un LL.M. I costi variano in base all'universita' ma I cittadini europei hanno agevolazioni.
In bocca al lupo</blockquote>
Grazie! diciamo che, pragmaticamente, vorrei orientarmi là dove trovo maggiori possibilità. tu pensi che con la mia laurea non dovrei avere problemi a trovare lavoro, eppure, nonostante il voto di laurea, gli studi post laurea, le pubblicazioni, due lingue straniere parlate abbastanza bene, un titolo di avvocato preso quasi con il massimo dei voti, io non riesco a trovare nulla di nulla, se si eccettua un caf in cui ho lavorato secondo un accordo che mi imponeva di fare, in cambio di una tessera di 50 euro annue, tutta l'attività stragiudiziale dei clienti e, in caso di eventuali cause (che non si sono mai viste) di farle al minimo del tariffario.
va bene, poi c'è stata una nota unione di consumatori che mi ha chiesto di pagare loro 700 euro per poter lavorare lì, (a titolo di spese varie). questo ho trovato. all'università vinsi una di quelle borse di studio in biblioteca, non so se ci sono ancora. ebbi modo di vedere come funziona il mondo dell'università italiano. non so se all'estero sia anche così, ma nell'alternativa non mi avventurerei mai a fare un dottorato.
grazie comunque per l'indicazione, provo a sentire nel settore uk!
quote
GiacomoTp

Ciao ragazzi ho fatto application e ho in mano un offerta alla Queen Mary di Londra..
Retta fuori dal mondo piu costo della vita a Londra mi portano a dover dire ciao a questo sogno :(
In ogni caso secondo voi la scuola è buona? magari trovo una borsa di studio last minute..
ah ps: ho un mese per accettare: una volta che schiaccio accetta poi in caso non trovassi la borsa di studio posso declinare all'ultimo o sono obbligato a pagare?


Ciao, scusa se mi permetto. l'anno prossimo vorrei fare l'apply per la QML, ma ahimè avrò anche io il problema di reperire i soldi. Mi potresti dire a quanto ammonta la retta precisamente e se ti hanno prospettato modalità rateali di pagamento?Grazie

<blockquote>Ciao ragazzi ho fatto application e ho in mano un offerta alla Queen Mary di Londra..
Retta fuori dal mondo piu costo della vita a Londra mi portano a dover dire ciao a questo sogno :(
In ogni caso secondo voi la scuola è buona? magari trovo una borsa di studio last minute..
ah ps: ho un mese per accettare: una volta che schiaccio accetta poi in caso non trovassi la borsa di studio posso declinare all'ultimo o sono obbligato a pagare?</blockquote>

Ciao, scusa se mi permetto. l'anno prossimo vorrei fare l'apply per la QML, ma ahimè avrò anche io il problema di reperire i soldi. Mi potresti dire a quanto ammonta la retta precisamente e se ti hanno prospettato modalità rateali di pagamento?Grazie
quote
Stagista11

Visto che i temi trattati sono quasi sempre gli stessi, vale la pena ribadire quanto gia' molte volte scritto: un LLM non e' condizione necessaria ne' sufficiente per svoltare carriera. Cio' e' ancor piu' vero dove la carriera accademica e professionale antecedente al master sia esclusivamente italiana. Essere avvocato italiano/a non e' rivendibile all'estero purtroppo...
Tanto premesso, credo onestamente che il modo migliore di massimizzare il risultato e minimizzare i costi del master sia di guardare ad est, con un'esperienza in Cina, HK o Singapore

Visto che i temi trattati sono quasi sempre gli stessi, vale la pena ribadire quanto gia' molte volte scritto: un LLM non e' condizione necessaria ne' sufficiente per svoltare carriera. Cio' e' ancor piu' vero dove la carriera accademica e professionale antecedente al master sia esclusivamente italiana. Essere avvocato italiano/a non e' rivendibile all'estero purtroppo...
Tanto premesso, credo onestamente che il modo migliore di massimizzare il risultato e minimizzare i costi del master sia di guardare ad est, con un'esperienza in Cina, HK o Singapore
quote
ludovica

Visto che i temi trattati sono quasi sempre gli stessi, vale la pena ribadire quanto gia' molte volte scritto: un LLM non e' condizione necessaria ne' sufficiente per svoltare carriera. Cio' e' ancor piu' vero dove la carriera accademica e professionale antecedente al master sia esclusivamente italiana. Essere avvocato italiano/a non e' rivendibile all'estero purtroppo...
Tanto premesso, credo onestamente che il modo migliore di massimizzare il risultato e minimizzare i costi del master sia di guardare ad est, con un'esperienza in Cina, HK o Singapore

vi ringrazio, ma a questo punto vi chiederei se le cose stanno così, cosa vi spinge a fare queste esperienze e a sostenere i costi ingenti non solo in termini di danaro, ma anche e soprattutto di tempo, che essi comportano.
fare questi corsi significa necessariamente rinunciare ad altre cose (studiare per i concorsi pubblici, ad esempio) e scegliere una strada precisa. ora, se voi mi dite che però il corso non è condizione necessaria nè sufficiente per trovare lavoro, allora delle due l'una: o devo interpretare letteralmente questa affermazione, ma penso non sia questo il caso, visto che non avrebbe alcuna utilità scrivere una cosa tanto lapalissiana come che esistono delle possibilità di lavorare anche senza conseguire un llm (...) o che chi lo consegue non può avere la matematica certezza di lavorare; o devo interpretare la frase in senso estensivo, nel senso che tutto sommato un llm non aumenta in modo poi così tangibile le opportunità di lavoro, ma è solo una voce da aggiungere al curriculum, sperando che, assieme alle altre, possa aumentare, sia pure di una minima percentuale, le già remote possibilità che si hanno di lavorare. in tal caso, sarebbe più proficua una qualsiasi esperienza lavorativa anche part time in qualsiasi studio, e devo dubitare che sia così, visto che vi sobbarcate costi, spese, e dispendi di tempo davvero consistenti....

<blockquote>Visto che i temi trattati sono quasi sempre gli stessi, vale la pena ribadire quanto gia' molte volte scritto: un LLM non e' condizione necessaria ne' sufficiente per svoltare carriera. Cio' e' ancor piu' vero dove la carriera accademica e professionale antecedente al master sia esclusivamente italiana. Essere avvocato italiano/a non e' rivendibile all'estero purtroppo...
Tanto premesso, credo onestamente che il modo migliore di massimizzare il risultato e minimizzare i costi del master sia di guardare ad est, con un'esperienza in Cina, HK o Singapore</blockquote>
vi ringrazio, ma a questo punto vi chiederei se le cose stanno così, cosa vi spinge a fare queste esperienze e a sostenere i costi ingenti non solo in termini di danaro, ma anche e soprattutto di tempo, che essi comportano.
fare questi corsi significa necessariamente rinunciare ad altre cose (studiare per i concorsi pubblici, ad esempio) e scegliere una strada precisa. ora, se voi mi dite che però il corso non è condizione necessaria nè sufficiente per trovare lavoro, allora delle due l'una: o devo interpretare letteralmente questa affermazione, ma penso non sia questo il caso, visto che non avrebbe alcuna utilità scrivere una cosa tanto lapalissiana come che esistono delle possibilità di lavorare anche senza conseguire un llm (...) o che chi lo consegue non può avere la matematica certezza di lavorare; o devo interpretare la frase in senso estensivo, nel senso che tutto sommato un llm non aumenta in modo poi così tangibile le opportunità di lavoro, ma è solo una voce da aggiungere al curriculum, sperando che, assieme alle altre, possa aumentare, sia pure di una minima percentuale, le già remote possibilità che si hanno di lavorare. in tal caso, sarebbe più proficua una qualsiasi esperienza lavorativa anche part time in qualsiasi studio, e devo dubitare che sia così, visto che vi sobbarcate costi, spese, e dispendi di tempo davvero consistenti....
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stwer90

Visto che i temi trattati sono quasi sempre gli stessi, vale la pena ribadire quanto gia' molte volte scritto: un LLM non e' condizione necessaria ne' sufficiente per svoltare carriera. Cio' e' ancor piu' vero dove la carriera accademica e professionale antecedente al master sia esclusivamente italiana. Essere avvocato italiano/a non e' rivendibile all'estero purtroppo...
Tanto premesso, credo onestamente che il modo migliore di massimizzare il risultato e minimizzare i costi del master sia di guardare ad est, con un'esperienza in Cina, HK o Singapore

vi ringrazio, ma a questo punto vi chiederei se le cose stanno così, cosa vi spinge a fare queste esperienze e a sostenere i costi ingenti non solo in termini di danaro, ma anche e soprattutto di tempo, che essi comportano.
fare questi corsi significa necessariamente rinunciare ad altre cose (studiare per i concorsi pubblici, ad esempio) e scegliere una strada precisa. ora, se voi mi dite che però il corso non è condizione necessaria nè sufficiente per trovare lavoro, allora delle due l'una: o devo interpretare letteralmente questa affermazione, ma penso non sia questo il caso, visto che non avrebbe alcuna utilità scrivere una cosa tanto lapalissiana come che esistono delle possibilità di lavorare anche senza conseguire un llm (...) o che chi lo consegue non può avere la matematica certezza di lavorare; o devo interpretare la frase in senso estensivo, nel senso che tutto sommato un llm non aumenta in modo poi così tangibile le opportunità di lavoro, ma è solo una voce da aggiungere al curriculum, sperando che, assieme alle altre, possa aumentare, sia pure di una minima percentuale, le già remote possibilità che si hanno di lavorare. in tal caso, sarebbe più proficua una qualsiasi esperienza lavorativa anche part time in qualsiasi studio, e devo dubitare che sia così, visto che vi sobbarcate costi, spese, e dispendi di tempo davvero consistenti....


E' davvero difficile dare una risposta ad una domanda cosi' generale. Un LLM in UK e' diverso da un LLM in USA, Olanda, Cina o Singapore. Questo non solo perche' - purtroppo - il lavoro di avvocato e' sempre soggetto ad abilitazione, ed ogni Stato ha la propria legislazione in merito, ma anche perche' ogni LLM ha i suoi punti di forza.

Il motivo che spinge me personalmente a fare un LLM e' difficile che si applichi a chiunque altro perche' un LLM ricopre una valenza diversa a seconda del tuo percorso formativo e professionale. Purtroppo non posso essere io a definire il tuo. Ad esempio, io gia' vivo e lavoro negli Stati Uniti e un LLM mi da' la possibilita' di ottenere l'abilitazione qui ma anche di avere un ulteriore preparazione piu' specifica nell'ambito in cui lavoro.

Dire che chi consegue un LLM non puo' avere la matematica certezza di lavorare o che una qualsiasi altra esperienza lavorativa possa essere ugualmente proficua non e' lapalissiano, e' semplicemente la verita'. Certo, come dici tu, ti fornisce un qualcosa in piu' nel curriculum, competenze piu' specifiche e , se scegli una buona Universita', puoi contare sul loro career service. Molti pero' nonostante cio' non trovano lavoro anche dopo un LLM, specialmente se cerchi di rimanere all'estero difficlmente ti equipareranno ad una laurea magistrale.

In conclusione, un LLM non e' la certezza di un lavoro ma e' un aiuto che e' piu' o meno efficace in base a variabili come le tue capacita' relazionali, l'universita' che scegli, le tue esperienze professionali pregresse etc.

<blockquote><blockquote>Visto che i temi trattati sono quasi sempre gli stessi, vale la pena ribadire quanto gia' molte volte scritto: un LLM non e' condizione necessaria ne' sufficiente per svoltare carriera. Cio' e' ancor piu' vero dove la carriera accademica e professionale antecedente al master sia esclusivamente italiana. Essere avvocato italiano/a non e' rivendibile all'estero purtroppo...
Tanto premesso, credo onestamente che il modo migliore di massimizzare il risultato e minimizzare i costi del master sia di guardare ad est, con un'esperienza in Cina, HK o Singapore</blockquote>
vi ringrazio, ma a questo punto vi chiederei se le cose stanno così, cosa vi spinge a fare queste esperienze e a sostenere i costi ingenti non solo in termini di danaro, ma anche e soprattutto di tempo, che essi comportano.
fare questi corsi significa necessariamente rinunciare ad altre cose (studiare per i concorsi pubblici, ad esempio) e scegliere una strada precisa. ora, se voi mi dite che però il corso non è condizione necessaria nè sufficiente per trovare lavoro, allora delle due l'una: o devo interpretare letteralmente questa affermazione, ma penso non sia questo il caso, visto che non avrebbe alcuna utilità scrivere una cosa tanto lapalissiana come che esistono delle possibilità di lavorare anche senza conseguire un llm (...) o che chi lo consegue non può avere la matematica certezza di lavorare; o devo interpretare la frase in senso estensivo, nel senso che tutto sommato un llm non aumenta in modo poi così tangibile le opportunità di lavoro, ma è solo una voce da aggiungere al curriculum, sperando che, assieme alle altre, possa aumentare, sia pure di una minima percentuale, le già remote possibilità che si hanno di lavorare. in tal caso, sarebbe più proficua una qualsiasi esperienza lavorativa anche part time in qualsiasi studio, e devo dubitare che sia così, visto che vi sobbarcate costi, spese, e dispendi di tempo davvero consistenti....</blockquote>

E' davvero difficile dare una risposta ad una domanda cosi' generale. Un LLM in UK e' diverso da un LLM in USA, Olanda, Cina o Singapore. Questo non solo perche' - purtroppo - il lavoro di avvocato e' sempre soggetto ad abilitazione, ed ogni Stato ha la propria legislazione in merito, ma anche perche' ogni LLM ha i suoi punti di forza.

Il motivo che spinge me personalmente a fare un LLM e' difficile che si applichi a chiunque altro perche' un LLM ricopre una valenza diversa a seconda del tuo percorso formativo e professionale. Purtroppo non posso essere io a definire il tuo. Ad esempio, io gia' vivo e lavoro negli Stati Uniti e un LLM mi da' la possibilita' di ottenere l'abilitazione qui ma anche di avere un ulteriore preparazione piu' specifica nell'ambito in cui lavoro.

Dire che chi consegue un LLM non puo' avere la matematica certezza di lavorare o che una qualsiasi altra esperienza lavorativa possa essere ugualmente proficua non e' lapalissiano, e' semplicemente la verita'. Certo, come dici tu, ti fornisce un qualcosa in piu' nel curriculum, competenze piu' specifiche e , se scegli una buona Universita', puoi contare sul loro career service. Molti pero' nonostante cio' non trovano lavoro anche dopo un LLM, specialmente se cerchi di rimanere all'estero difficlmente ti equipareranno ad una laurea magistrale.

In conclusione, un LLM non e' la certezza di un lavoro ma e' un aiuto che e' piu' o meno efficace in base a variabili come le tue capacita' relazionali, l'universita' che scegli, le tue esperienze professionali pregresse etc.
quote
NickJ

Onestamente io credo che la spesa di un LL.M a 40 anni passati, senza avere un percorso lavorativo o accademico di un certo tipo e peso alle spalle, non abbia semplicemente senso. A mio avviso un LL.M può rappresentare a) un punto di arrivo in una carriera, che determina magari (non è neanche detto) una ulteriore crescita professionale (stesso discorso vale per un MBA) oppure al massimo b) un tentativo di "internazionalizzazione" di una giovane carriera (comunque previamente intrapresa, quindi quantomeno post pratica e/o abilitazione). Per esemplificare: un avvocato di una law firm internazionale su Milano, dopo magari 4 o più anni di esperienza lavorativa ed abilitazione, può decidere di fare un LL.M in USA o UK per specializzarsi ulteriormente nel settore di proprio interesse e magari farsi trasferire in un'altra sede della stessa law firm in Europa (negli USA è quasi impossibile) o provare a entrare in una law firm più prestigiosa sempre su Milano (vedi Cleary). Allo stesso modo un accademico può in corso di PhD, qualora la propria università lo consenta, passare un anno all'estero e conseguire un LL.M, o farlo post PhD. O ancora, un LL.M può servire ad accedere ad un PhD all'estero e quindi a intraprendere la carriera accademica all'estero (vedi SJD in USA). In un caso a mio vedere limite un neolaureato o quasi che non riesce ad entrare in una law firm su Milano può fare un LL.M per aumentare le sue possibilità, ma in questo caso già escludiamo le migliori scuole negli Stati Uniti, dato che quasi tutte chiedono ai candidati anni di esperienza lavorativa o accademica.
Insomma, esemplificando al massimo gli scenari sono questi.
Bisogna sopratutto eseere consapevoli che:
a) di gente in possesso di un LL.M è pieno il mondo,
b) un LL.M costa, nella situazione economica attuale è un investimento difficile da recuperare nel breve tempo,
c) si lavora benissimo anche senza LL.M in Italia (dipende da che università esci, la conoscenza delle lingue, il voto di laurea, etc),
d) con una laurea in giurisprudenza italiana + un LL.M difficilmente lavori all'estero a meno di non occuparti di materie transnazionali e avere anni di esperienza in contesti di lavoro internazionali.

Onestamente io credo che la spesa di un LL.M a 40 anni passati, senza avere un percorso lavorativo o accademico di un certo tipo e peso alle spalle, non abbia semplicemente senso. A mio avviso un LL.M può rappresentare a) un punto di arrivo in una carriera, che determina magari (non è neanche detto) una ulteriore crescita professionale (stesso discorso vale per un MBA) oppure al massimo b) un tentativo di "internazionalizzazione" di una giovane carriera (comunque previamente intrapresa, quindi quantomeno post pratica e/o abilitazione). Per esemplificare: un avvocato di una law firm internazionale su Milano, dopo magari 4 o più anni di esperienza lavorativa ed abilitazione, può decidere di fare un LL.M in USA o UK per specializzarsi ulteriormente nel settore di proprio interesse e magari farsi trasferire in un'altra sede della stessa law firm in Europa (negli USA è quasi impossibile) o provare a entrare in una law firm più prestigiosa sempre su Milano (vedi Cleary). Allo stesso modo un accademico può in corso di PhD, qualora la propria università lo consenta, passare un anno all'estero e conseguire un LL.M, o farlo post PhD. O ancora, un LL.M può servire ad accedere ad un PhD all'estero e quindi a intraprendere la carriera accademica all'estero (vedi SJD in USA). In un caso a mio vedere limite un neolaureato o quasi che non riesce ad entrare in una law firm su Milano può fare un LL.M per aumentare le sue possibilità, ma in questo caso già escludiamo le migliori scuole negli Stati Uniti, dato che quasi tutte chiedono ai candidati anni di esperienza lavorativa o accademica.
Insomma, esemplificando al massimo gli scenari sono questi.
Bisogna sopratutto eseere consapevoli che:
a) di gente in possesso di un LL.M è pieno il mondo,
b) un LL.M costa, nella situazione economica attuale è un investimento difficile da recuperare nel breve tempo,
c) si lavora benissimo anche senza LL.M in Italia (dipende da che università esci, la conoscenza delle lingue, il voto di laurea, etc),
d) con una laurea in giurisprudenza italiana + un LL.M difficilmente lavori all'estero a meno di non occuparti di materie transnazionali e avere anni di esperienza in contesti di lavoro internazionali.
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ludovica

Onestamente io credo che la spesa di un LL.M a 40 anni passati, senza avere un percorso lavorativo o accademico di un certo tipo e peso alle spalle, non abbia semplicemente senso. A mio avviso un LL.M può rappresentare a) un punto di arrivo in una carriera, che determina magari (non è neanche detto) una ulteriore crescita professionale (stesso discorso vale per un MBA) oppure al massimo b) un tentativo di "internazionalizzazione" di una giovane carriera (comunque previamente intrapresa, quindi quantomeno post pratica e/o abilitazione). Per esemplificare: un avvocato di una law firm internazionale su Milano, dopo magari 4 o più anni di esperienza lavorativa ed abilitazione, può decidere di fare un LL.M in USA o UK per specializzarsi ulteriormente nel settore di proprio interesse e magari farsi trasferire in un'altra sede della stessa law firm in Europa (negli USA è quasi impossibile) o provare a entrare in una law firm più prestigiosa sempre su Milano (vedi Cleary). Allo stesso modo un accademico può in corso di PhD, qualora la propria università lo consenta, passare un anno all'estero e conseguire un LL.M, o farlo post PhD. O ancora, un LL.M può servire ad accedere ad un PhD all'estero e quindi a intraprendere la carriera accademica all'estero (vedi SJD in USA). In un caso a mio vedere limite un neolaureato o quasi che non riesce ad entrare in una law firm su Milano può fare un LL.M per aumentare le sue possibilità, ma in questo caso già escludiamo le migliori scuole negli Stati Uniti, dato che quasi tutte chiedono ai candidati anni di esperienza lavorativa o accademica.
Insomma, esemplificando al massimo gli scenari sono questi.
Bisogna sopratutto eseere consapevoli che:
a) di gente in possesso di un LL.M è pieno il mondo,
b) un LL.M costa, nella situazione economica attuale è un investimento difficile da recuperare nel breve tempo,
c) si lavora benissimo anche senza LL.M in Italia (dipende da che università esci, la conoscenza delle lingue, il voto di laurea, etc),
d) con una laurea in giurisprudenza italiana + un LL.M difficilmente lavori all'estero a meno di non occuparti di materie transnazionali e avere anni di esperienza in contesti di lavoro internazionali.

ok...io pensavo che fare un llm all'estero potesse essere un modo per aumentare concretamente le possibilità di lavorare in Italia. va bene che non ho una grande esperienza lavorativa, ma penso pure che una laurea con lode, una media del 29, 5, (prese in una università come la Sapienza, dove le lodi non è che si danno a tutti), un'abilitazione forense presa praticamente col massimo dei voti, due lingue straniere parlate, pubblicazioni in tre diverse materie che non sono materie marginali, e una formazione solida come quella che deriva dalle scuole per magistratura, non fossero proprio uguali a zero, magari ad una laurea presa in un paesino non so dove, però essendo più giovani. Purtroppo vi sono tanti eventi della vita e tante ifficoltà che una persona può aver superato, che non si mettono in un curriculum. pensavo che , facendo un lld, magari a Londra, e dando anche un taglio più internazionale alla mia preparazione, il fatto che io abbia più di 40 anni non fosse necessariamente preclusivo a valutarmi come un avvocato che può avere delle più che valide competenze, anche rispetto ad uno che ne ha 30.
se mi dite che è tutto inutile, che dire, butterò anni di studi e di sapere e farò domanda come commessa in un supermercato, ma trovo che a volte si valutino gli esseri umani e le loro competenze su cose che hanno ben poco valore. è sngolare che lo stesso master a 30 anni dia delle competenze utili e a 40 anni no. sarebbe bello se per assumere avvocati in uno studio, gli studi facessero sostenere loro una prova di diritto civile (o di altra materia). forse allora avere 30 anni non apparirebbe la più grande e meritevole delle qualità intellettive che un giurista possa vantare.

<blockquote>Onestamente io credo che la spesa di un LL.M a 40 anni passati, senza avere un percorso lavorativo o accademico di un certo tipo e peso alle spalle, non abbia semplicemente senso. A mio avviso un LL.M può rappresentare a) un punto di arrivo in una carriera, che determina magari (non è neanche detto) una ulteriore crescita professionale (stesso discorso vale per un MBA) oppure al massimo b) un tentativo di "internazionalizzazione" di una giovane carriera (comunque previamente intrapresa, quindi quantomeno post pratica e/o abilitazione). Per esemplificare: un avvocato di una law firm internazionale su Milano, dopo magari 4 o più anni di esperienza lavorativa ed abilitazione, può decidere di fare un LL.M in USA o UK per specializzarsi ulteriormente nel settore di proprio interesse e magari farsi trasferire in un'altra sede della stessa law firm in Europa (negli USA è quasi impossibile) o provare a entrare in una law firm più prestigiosa sempre su Milano (vedi Cleary). Allo stesso modo un accademico può in corso di PhD, qualora la propria università lo consenta, passare un anno all'estero e conseguire un LL.M, o farlo post PhD. O ancora, un LL.M può servire ad accedere ad un PhD all'estero e quindi a intraprendere la carriera accademica all'estero (vedi SJD in USA). In un caso a mio vedere limite un neolaureato o quasi che non riesce ad entrare in una law firm su Milano può fare un LL.M per aumentare le sue possibilità, ma in questo caso già escludiamo le migliori scuole negli Stati Uniti, dato che quasi tutte chiedono ai candidati anni di esperienza lavorativa o accademica.
Insomma, esemplificando al massimo gli scenari sono questi.
Bisogna sopratutto eseere consapevoli che:
a) di gente in possesso di un LL.M è pieno il mondo,
b) un LL.M costa, nella situazione economica attuale è un investimento difficile da recuperare nel breve tempo,
c) si lavora benissimo anche senza LL.M in Italia (dipende da che università esci, la conoscenza delle lingue, il voto di laurea, etc),
d) con una laurea in giurisprudenza italiana + un LL.M difficilmente lavori all'estero a meno di non occuparti di materie transnazionali e avere anni di esperienza in contesti di lavoro internazionali.</blockquote>
ok...io pensavo che fare un llm all'estero potesse essere un modo per aumentare concretamente le possibilità di lavorare in Italia. va bene che non ho una grande esperienza lavorativa, ma penso pure che una laurea con lode, una media del 29, 5, (prese in una università come la Sapienza, dove le lodi non è che si danno a tutti), un'abilitazione forense presa praticamente col massimo dei voti, due lingue straniere parlate, pubblicazioni in tre diverse materie che non sono materie marginali, e una formazione solida come quella che deriva dalle scuole per magistratura, non fossero proprio uguali a zero, magari ad una laurea presa in un paesino non so dove, però essendo più giovani. Purtroppo vi sono tanti eventi della vita e tante ifficoltà che una persona può aver superato, che non si mettono in un curriculum. pensavo che , facendo un lld, magari a Londra, e dando anche un taglio più internazionale alla mia preparazione, il fatto che io abbia più di 40 anni non fosse necessariamente preclusivo a valutarmi come un avvocato che può avere delle più che valide competenze, anche rispetto ad uno che ne ha 30.
se mi dite che è tutto inutile, che dire, butterò anni di studi e di sapere e farò domanda come commessa in un supermercato, ma trovo che a volte si valutino gli esseri umani e le loro competenze su cose che hanno ben poco valore. è sngolare che lo stesso master a 30 anni dia delle competenze utili e a 40 anni no. sarebbe bello se per assumere avvocati in uno studio, gli studi facessero sostenere loro una prova di diritto civile (o di altra materia). forse allora avere 30 anni non apparirebbe la più grande e meritevole delle qualità intellettive che un giurista possa vantare.
quote

...va bene che non ho una grande esperienza lavorativa, ma penso pure che una laurea con lode, una media del 29, 5, (prese in una università come la Sapienza, dove le lodi non è che si danno a tutti), un'abilitazione forense presa praticamente col massimo dei voti, due lingue straniere parlate, pubblicazioni in tre diverse materie che non sono materie marginali, e una formazione solida come quella che deriva dalle scuole per magistratura, non fossero proprio uguali a zero, magari ad una laurea presa in un paesino non so dove, però essendo più giovani. Purtroppo vi sono tanti eventi della vita e tante ifficoltà che una persona può aver superato, che non si mettono in un curriculum. pensavo che , facendo un lld, magari a Londra, e dando anche un taglio più internazionale alla mia preparazione, il fatto che io abbia più di 40 anni non fosse necessariamente preclusivo a valutarmi come un avvocato che può avere delle più che valide competenze, anche rispetto ad uno che ne ha 30.
se mi dite che è tutto inutile, che dire, butterò anni di studi e di sapere e farò domanda come commessa in un supermercato, ma trovo che a volte si valutino gli esseri umani e le loro competenze su cose che hanno ben poco valore. è sngolare che lo stesso master a 30 anni dia delle competenze utili e a 40 anni no. sarebbe bello se per assumere avvocati in uno studio, gli studi facessero sostenere loro una prova di diritto civile (o di altra materia). forse allora avere 30 anni non apparirebbe la più grande e meritevole delle qualità intellettive che un giurista possa vantare.


In ambito lavorativo non viene solo valutata la tua carriera accademica ma anche le tue capacità (e non intendo capacità a livello giuridico). Viene senz'altro valutata la capacità di prefissarsi degli obiettivi e di perseguirli, la coerenza del proprio percorso e la determinazione. E' naturale che un candidato con più di 10 anni di età di un altro candidato lascia un po' perplessi riguardo a quanto detto sopra, quindi ti consiglio di schiarirti le idee e di avere in mente cosa vuoi davvero dalla vita. Da un lato dici che hai moltissime qualifiche e capacità (voti alti, pubblicazioni, ecc.) ma dall'altro si evince che per ora non sono serviti per trovare lavoro. Ti consiglio di valutare la carriera accademica perchè sei sicuramente portata per lo studio e di rendere noto in sede lavorativa, magari nella cover letter o ai colloqui, "tanti eventi della vita e tante difficoltà che una persona può aver superato, che non si mettono in un curriculum" in modo tale da giustificare il fatto che a 40 anni ancora non hai esperienze lavorative sostanziali. Inoltre ti consiglio, come consiglierei a chiunque sia in cerca di lavoro, di iniziare con stage e tirocini di vario tipo per accumulare esperienza e magari capire cosa ti piace fare.

<blockquote>...va bene che non ho una grande esperienza lavorativa, ma penso pure che una laurea con lode, una media del 29, 5, (prese in una università come la Sapienza, dove le lodi non è che si danno a tutti), un'abilitazione forense presa praticamente col massimo dei voti, due lingue straniere parlate, pubblicazioni in tre diverse materie che non sono materie marginali, e una formazione solida come quella che deriva dalle scuole per magistratura, non fossero proprio uguali a zero, magari ad una laurea presa in un paesino non so dove, però essendo più giovani. Purtroppo vi sono tanti eventi della vita e tante ifficoltà che una persona può aver superato, che non si mettono in un curriculum. pensavo che , facendo un lld, magari a Londra, e dando anche un taglio più internazionale alla mia preparazione, il fatto che io abbia più di 40 anni non fosse necessariamente preclusivo a valutarmi come un avvocato che può avere delle più che valide competenze, anche rispetto ad uno che ne ha 30.
se mi dite che è tutto inutile, che dire, butterò anni di studi e di sapere e farò domanda come commessa in un supermercato, ma trovo che a volte si valutino gli esseri umani e le loro competenze su cose che hanno ben poco valore. è sngolare che lo stesso master a 30 anni dia delle competenze utili e a 40 anni no. sarebbe bello se per assumere avvocati in uno studio, gli studi facessero sostenere loro una prova di diritto civile (o di altra materia). forse allora avere 30 anni non apparirebbe la più grande e meritevole delle qualità intellettive che un giurista possa vantare. </blockquote>

In ambito lavorativo non viene solo valutata la tua carriera accademica ma anche le tue capacità (e non intendo capacità a livello giuridico). Viene senz'altro valutata la capacità di prefissarsi degli obiettivi e di perseguirli, la coerenza del proprio percorso e la determinazione. E' naturale che un candidato con più di 10 anni di età di un altro candidato lascia un po' perplessi riguardo a quanto detto sopra, quindi ti consiglio di schiarirti le idee e di avere in mente cosa vuoi davvero dalla vita. Da un lato dici che hai moltissime qualifiche e capacità (voti alti, pubblicazioni, ecc.) ma dall'altro si evince che per ora non sono serviti per trovare lavoro. Ti consiglio di valutare la carriera accademica perchè sei sicuramente portata per lo studio e di rendere noto in sede lavorativa, magari nella cover letter o ai colloqui, "tanti eventi della vita e tante difficoltà che una persona può aver superato, che non si mettono in un curriculum" in modo tale da giustificare il fatto che a 40 anni ancora non hai esperienze lavorative sostanziali. Inoltre ti consiglio, come consiglierei a chiunque sia in cerca di lavoro, di iniziare con stage e tirocini di vario tipo per accumulare esperienza e magari capire cosa ti piace fare.
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ludovica

...va bene che non ho una grande esperienza lavorativa, ma penso pure che una laurea con lode, una media del 29, 5, (prese in una università come la Sapienza, dove le lodi non è che si danno a tutti), un'abilitazione forense presa praticamente col massimo dei voti, due lingue straniere parlate, pubblicazioni in tre diverse materie che non sono materie marginali, e una formazione solida come quella che deriva dalle scuole per magistratura, non fossero proprio uguali a zero, magari ad una laurea presa in un paesino non so dove, però essendo più giovani. Purtroppo vi sono tanti eventi della vita e tante ifficoltà che una persona può aver superato, che non si mettono in un curriculum. pensavo che , facendo un lld, magari a Londra, e dando anche un taglio più internazionale alla mia preparazione, il fatto che io abbia più di 40 anni non fosse necessariamente preclusivo a valutarmi come un avvocato che può avere delle più che valide competenze, anche rispetto ad uno che ne ha 30.
se mi dite che è tutto inutile, che dire, butterò anni di studi e di sapere e farò domanda come commessa in un supermercato, ma trovo che a volte si valutino gli esseri umani e le loro competenze su cose che hanno ben poco valore. è sngolare che lo stesso master a 30 anni dia delle competenze utili e a 40 anni no. sarebbe bello se per assumere avvocati in uno studio, gli studi facessero sostenere loro una prova di diritto civile (o di altra materia). forse allora avere 30 anni non apparirebbe la più grande e meritevole delle qualità intellettive che un giurista possa vantare.


In ambito lavorativo non viene solo valutata la tua carriera accademica ma anche le tue capacità (e non intendo capacità a livello giuridico). Viene senz'altro valutata la capacità di prefissarsi degli obiettivi e di perseguirli, la coerenza del proprio percorso e la determinazione. E' naturale che un candidato con più di 10 anni di età di un altro candidato lascia un po' perplessi riguardo a quanto detto sopra, quindi ti consiglio di schiarirti le idee e di avere in mente cosa vuoi davvero dalla vita. Da un lato dici che hai moltissime qualifiche e capacità (voti alti, pubblicazioni, ecc.) ma dall'altro si evince che per ora non sono serviti per trovare lavoro. Ti consiglio di valutare la carriera accademica perchè sei sicuramente portata per lo studio e di rendere noto in sede lavorativa, magari nella cover letter o ai colloqui, "tanti eventi della vita e tante difficoltà che una persona può aver superato, che non si mettono in un curriculum" in modo tale da giustificare il fatto che a 40 anni ancora non hai esperienze lavorative sostanziali. Inoltre ti consiglio, come consiglierei a chiunque sia in cerca di lavoro, di iniziare con stage e tirocini di vario tipo per accumulare esperienza e magari capire cosa ti piace fare.

1) non mi sono mai vantata dei risultati che ho conseguito, ma,sin dal primo post che ho scritto, ho espresso forti incertezze circa la loro idoneità a farmi conseguire un master
2) nel momento in cui mi si dice che a 40 anni non ha alcun senso fare un master, se non si è lavorato, ho espresso le mie perplessità, non essendo, mi pare, un'incapace. Capisco però ora che non sono le "capacità a livello giuridico", a rilevare per determinare l'assunzione in un posto di lavoro in cui ci si occupa di diritto.
3) grazie di consigliarmi di capire cosa voglio dalla vita. mi ero casualmente già posta questo interrogativo, di mia iniziativa, ed avevo anche fornito una risposta.
4) "a un lato dici che hai moltissime qualifiche e capacità (voti alti, pubblicazioni, ecc.) ma dall'altro si evince che per ora non sono serviti per trovare lavoro". no. si evince che sei troppo saccente e sicuro di te. non so dove tu abbia dedotto che le mie capacità sono state inutili ai fini della ricerca di un lavoro. Magari non ho cercato il lavoro perchè chiusa dentro un ospedale a combattere per sopravvivere, magari perchè il mio cuore ha smesso di battere e una mano benedetta lo ha fatto ripartiremagari perchè quando mi sono rimessa in piedi il mio sistema immunitario mi ha fatto a pezzi e ciò non dimeno tutto questo non mi ha impedito di studiare, di vivere e forse di sentire e capire tante più cose della vita di quante non ne abbia capite tu, con la tua mentalità da winners or loosers, grazie alla quale ti troverai tanto bene nei peggiori aspetti della cultura statunitense. E quanto alle perplessità che esprimi circa le mie capacità, esse sarebbero quanto mai legittime, se non fosse che il tuo giudizio deriva dall'avere diviso il mondo in vincenti e perdenti e avere con questo meccanismo giudicato il valore di un essere umano. Parli con questo tono delle mie altre capaicità. Io mi chiedo quali siano le tue letture, quale sia la tua conoscenza della musica, dell'arte, della storia, della filosofia. Tu ti interroghi con sarcasmo circa le capacità di una persona che a 40 anni non lavora, perchè evidentemente queste capacità , a tuo giudizio, non esistono.
Io non so, io suono tre strumenti musicali, ho studiato pianoforte per vent'anni, ho studiato canto corale all'accademia filarmonica romana, ho cantato come voce soprano in diversi cori, credo di essere una donna di letture raffinate, sono in grado di leggere un testo poetico in latino e goderne la bellezza,credo di esercitare il mio intelletto in letture di qualche raffinatezza, difficilmente sul mio comodino manca un saggio storico o di filosofia, perchè vivo nell'incessante sforzo di essere migliore e attanagliata da una insicurezza che le persone come te non avranno mai , purtroppo per loro. Per andare a fare l'esame da avvocato ho dovuto cheidere un permesso per uscire da un ospedale, e fare un quarantotto perchè nessuno voleva darmelo.
ora, il primo ignoto che non sa nulla di me, ma che non ha nemmeno l'arguzia di fermarsi un momento quando gli lascio intendere con discrezione e mitezza che "vi sono esperienze che un essere umano non può mettere in un curriculum", mi spiega che le mie qualità umane e personali, che sono poi quelle che contano per fare l'avvocato (non certo le capacità giuridiche) devono essere veramente poca roba, se io non ho sfondato nel mondo dei grandi studi legali del piffero, dove notoriamente primeggiano i grandi umanisti, i letterati, coloro cui la natura ha donato l'umanità, il coraggio, la mitezza, l'intelletto, la lealtà, la passione, il senso del tragico e quello del ridicolo.
Capisco che per entrare in questo mondo occorre essere gente capace di una arroganza e di una semplicioneria uniche; incapace di rendersi conto della figura peregrina che si fa, sul piano umano, giudicando il valore, non già le competenze giuridiche, ribadisco, il valore umano e le qualità personali di una persona di cui non si sa nulla.
sono sicura che farai una grande carriera.
sono sicura che mai scelta fu per me più giusta, che quella di andare a fare il concorso in magistratura. e questo breve scambio di idee mi è servito non meno di quella borsa di studio vinta in diritto romano, grazie alla quale scoprii quali sono le doti umane che servono, e che io certamente non ho, per vincere un dottorato o fare carriera in certi ambienti.
tu vai fiero di cose che sono speculari a quelle di cui vado fiera io. e la vita è per me una cosa totalmente lontana ed aliena da quello che non sia per te, che ti permetti di rivolgerti dall'alto in basso a gente di cui non sai nulla, spiegando che devono capire cosa vogliono dalla vita e quanto poco valgono sul piano umano se non hanno un lavoro stabile a quarant'anni. tu non sai quante cose meravigliose dell'esistenza questa tua "cultura" ti impedisce di vedere, cosa ti perdi, in termini di umanità, di poesia, di coraggio, di bellezza. buona carriera.
4) da ultimo, quanto al consiglio di fare qualche stage o master, ero venuta qui proprio per chiedere consiglio, perchè chi li ha già fatti potessi consigliarmi ed aiutarmi ad orientarmi in un mondo tanto variegato. ma ho trovato qualcuno che mi ha spiegato quanto valgo umanamente, dopo averlo capito in base alla mia età e al fatto che non ho un lavoro stabile. io credo che tu non sappiamo molto di cosa è la vita. se non non parleresti con tanta arroganza. Ma questo non è il mondo di Simplicio, e ti auguro di accorgertene il più tardi possibile.vedi, io ho studiato anche per questo: per non diventare come te. oddio, non sarebbero state necessarie raffinate letture: sarebbe bastato un pò di buon gusto ed una di quelle forme di intelligenza che evidentemente vengono tenute in poco conto nei master, per non metterti a discettare sulle qualità personali ed umane di una persona che non conosci, utilizzando come parametro la propria posizione lavorativa, dopo che essa ti ha dato con discrezione ad intendere che nella sua vita potevano essere magari accaduti eventi piuttosto drammatici. ah. ma nel mondo dei telefilm americani il dramma non esiste, dimenticavo. scusa, mi pare di parlare con un alieno. posso solo dirti che mi sei stato molto più utile di quanto tu possa immaginare.

<blockquote><blockquote>...va bene che non ho una grande esperienza lavorativa, ma penso pure che una laurea con lode, una media del 29, 5, (prese in una università come la Sapienza, dove le lodi non è che si danno a tutti), un'abilitazione forense presa praticamente col massimo dei voti, due lingue straniere parlate, pubblicazioni in tre diverse materie che non sono materie marginali, e una formazione solida come quella che deriva dalle scuole per magistratura, non fossero proprio uguali a zero, magari ad una laurea presa in un paesino non so dove, però essendo più giovani. Purtroppo vi sono tanti eventi della vita e tante ifficoltà che una persona può aver superato, che non si mettono in un curriculum. pensavo che , facendo un lld, magari a Londra, e dando anche un taglio più internazionale alla mia preparazione, il fatto che io abbia più di 40 anni non fosse necessariamente preclusivo a valutarmi come un avvocato che può avere delle più che valide competenze, anche rispetto ad uno che ne ha 30.
se mi dite che è tutto inutile, che dire, butterò anni di studi e di sapere e farò domanda come commessa in un supermercato, ma trovo che a volte si valutino gli esseri umani e le loro competenze su cose che hanno ben poco valore. è sngolare che lo stesso master a 30 anni dia delle competenze utili e a 40 anni no. sarebbe bello se per assumere avvocati in uno studio, gli studi facessero sostenere loro una prova di diritto civile (o di altra materia). forse allora avere 30 anni non apparirebbe la più grande e meritevole delle qualità intellettive che un giurista possa vantare. </blockquote>

In ambito lavorativo non viene solo valutata la tua carriera accademica ma anche le tue capacità (e non intendo capacità a livello giuridico). Viene senz'altro valutata la capacità di prefissarsi degli obiettivi e di perseguirli, la coerenza del proprio percorso e la determinazione. E' naturale che un candidato con più di 10 anni di età di un altro candidato lascia un po' perplessi riguardo a quanto detto sopra, quindi ti consiglio di schiarirti le idee e di avere in mente cosa vuoi davvero dalla vita. Da un lato dici che hai moltissime qualifiche e capacità (voti alti, pubblicazioni, ecc.) ma dall'altro si evince che per ora non sono serviti per trovare lavoro. Ti consiglio di valutare la carriera accademica perchè sei sicuramente portata per lo studio e di rendere noto in sede lavorativa, magari nella cover letter o ai colloqui, "tanti eventi della vita e tante difficoltà che una persona può aver superato, che non si mettono in un curriculum" in modo tale da giustificare il fatto che a 40 anni ancora non hai esperienze lavorative sostanziali. Inoltre ti consiglio, come consiglierei a chiunque sia in cerca di lavoro, di iniziare con stage e tirocini di vario tipo per accumulare esperienza e magari capire cosa ti piace fare.</blockquote>
1) non mi sono mai vantata dei risultati che ho conseguito, ma,sin dal primo post che ho scritto, ho espresso forti incertezze circa la loro idoneità a farmi conseguire un master
2) nel momento in cui mi si dice che a 40 anni non ha alcun senso fare un master, se non si è lavorato, ho espresso le mie perplessità, non essendo, mi pare, un'incapace. Capisco però ora che non sono le "capacità a livello giuridico", a rilevare per determinare l'assunzione in un posto di lavoro in cui ci si occupa di diritto.
3) grazie di consigliarmi di capire cosa voglio dalla vita. mi ero casualmente già posta questo interrogativo, di mia iniziativa, ed avevo anche fornito una risposta.
4) "a un lato dici che hai moltissime qualifiche e capacità (voti alti, pubblicazioni, ecc.) ma dall'altro si evince che per ora non sono serviti per trovare lavoro". no. si evince che sei troppo saccente e sicuro di te. non so dove tu abbia dedotto che le mie capacità sono state inutili ai fini della ricerca di un lavoro. Magari non ho cercato il lavoro perchè chiusa dentro un ospedale a combattere per sopravvivere, magari perchè il mio cuore ha smesso di battere e una mano benedetta lo ha fatto ripartiremagari perchè quando mi sono rimessa in piedi il mio sistema immunitario mi ha fatto a pezzi e ciò non dimeno tutto questo non mi ha impedito di studiare, di vivere e forse di sentire e capire tante più cose della vita di quante non ne abbia capite tu, con la tua mentalità da winners or loosers, grazie alla quale ti troverai tanto bene nei peggiori aspetti della cultura statunitense. E quanto alle perplessità che esprimi circa le mie capacità, esse sarebbero quanto mai legittime, se non fosse che il tuo giudizio deriva dall'avere diviso il mondo in vincenti e perdenti e avere con questo meccanismo giudicato il valore di un essere umano. Parli con questo tono delle mie altre capaicità. Io mi chiedo quali siano le tue letture, quale sia la tua conoscenza della musica, dell'arte, della storia, della filosofia. Tu ti interroghi con sarcasmo circa le capacità di una persona che a 40 anni non lavora, perchè evidentemente queste capacità , a tuo giudizio, non esistono.
Io non so, io suono tre strumenti musicali, ho studiato pianoforte per vent'anni, ho studiato canto corale all'accademia filarmonica romana, ho cantato come voce soprano in diversi cori, credo di essere una donna di letture raffinate, sono in grado di leggere un testo poetico in latino e goderne la bellezza,credo di esercitare il mio intelletto in letture di qualche raffinatezza, difficilmente sul mio comodino manca un saggio storico o di filosofia, perchè vivo nell'incessante sforzo di essere migliore e attanagliata da una insicurezza che le persone come te non avranno mai , purtroppo per loro. Per andare a fare l'esame da avvocato ho dovuto cheidere un permesso per uscire da un ospedale, e fare un quarantotto perchè nessuno voleva darmelo.
ora, il primo ignoto che non sa nulla di me, ma che non ha nemmeno l'arguzia di fermarsi un momento quando gli lascio intendere con discrezione e mitezza che "vi sono esperienze che un essere umano non può mettere in un curriculum", mi spiega che le mie qualità umane e personali, che sono poi quelle che contano per fare l'avvocato (non certo le capacità giuridiche) devono essere veramente poca roba, se io non ho sfondato nel mondo dei grandi studi legali del piffero, dove notoriamente primeggiano i grandi umanisti, i letterati, coloro cui la natura ha donato l'umanità, il coraggio, la mitezza, l'intelletto, la lealtà, la passione, il senso del tragico e quello del ridicolo.
Capisco che per entrare in questo mondo occorre essere gente capace di una arroganza e di una semplicioneria uniche; incapace di rendersi conto della figura peregrina che si fa, sul piano umano, giudicando il valore, non già le competenze giuridiche, ribadisco, il valore umano e le qualità personali di una persona di cui non si sa nulla.
sono sicura che farai una grande carriera.
sono sicura che mai scelta fu per me più giusta, che quella di andare a fare il concorso in magistratura. e questo breve scambio di idee mi è servito non meno di quella borsa di studio vinta in diritto romano, grazie alla quale scoprii quali sono le doti umane che servono, e che io certamente non ho, per vincere un dottorato o fare carriera in certi ambienti.
tu vai fiero di cose che sono speculari a quelle di cui vado fiera io. e la vita è per me una cosa totalmente lontana ed aliena da quello che non sia per te, che ti permetti di rivolgerti dall'alto in basso a gente di cui non sai nulla, spiegando che devono capire cosa vogliono dalla vita e quanto poco valgono sul piano umano se non hanno un lavoro stabile a quarant'anni. tu non sai quante cose meravigliose dell'esistenza questa tua "cultura" ti impedisce di vedere, cosa ti perdi, in termini di umanità, di poesia, di coraggio, di bellezza. buona carriera.
4) da ultimo, quanto al consiglio di fare qualche stage o master, ero venuta qui proprio per chiedere consiglio, perchè chi li ha già fatti potessi consigliarmi ed aiutarmi ad orientarmi in un mondo tanto variegato. ma ho trovato qualcuno che mi ha spiegato quanto valgo umanamente, dopo averlo capito in base alla mia età e al fatto che non ho un lavoro stabile. io credo che tu non sappiamo molto di cosa è la vita. se non non parleresti con tanta arroganza. Ma questo non è il mondo di Simplicio, e ti auguro di accorgertene il più tardi possibile.vedi, io ho studiato anche per questo: per non diventare come te. oddio, non sarebbero state necessarie raffinate letture: sarebbe bastato un pò di buon gusto ed una di quelle forme di intelligenza che evidentemente vengono tenute in poco conto nei master, per non metterti a discettare sulle qualità personali ed umane di una persona che non conosci, utilizzando come parametro la propria posizione lavorativa, dopo che essa ti ha dato con discrezione ad intendere che nella sua vita potevano essere magari accaduti eventi piuttosto drammatici. ah. ma nel mondo dei telefilm americani il dramma non esiste, dimenticavo. scusa, mi pare di parlare con un alieno. posso solo dirti che mi sei stato molto più utile di quanto tu possa immaginare.
quote
NickJ

Senti Ludovica, chiariamo due cose.
In primis, nessuno ha intenzione di offenderti.
Semplicemente, si tratta di dire le cose come stanno, nel tuo esclusivo interesse. Non è assolutamente il caso di farti sostenere il costo che richiede un LL.M (anche se in UK è minore che in USA), per poi farti accorgere successivamente della realtà dei fatti. Se ti abbiamo risposto in modo un po' duro è stato per questa ragione, ripeto nel tuo interesse.
Hai 40 anni, sono troppi. Forse all'estero non lo sarebbero, perché vige una mentalità diversa (ma devi avere i soldi per laurearti all'estero e non sono pochi), in Italia sfortunatamente non è così.
La Sapienza è un'ottima università, ma su Milano dove ancora
un minimo si lavora, non è che sia la prima scelta, anzi. Le private (Bocconi, Cattolica, Luiss) vengono (spesso) prima. I posti sono pochissimi e dato che cercano in prevalenza candidati disposti a lavorare davvero tanto è data preferenza ai giovani (23-25 anni, quali 30!). Giusto per essere pignoli: ovviamente i colloqui prevedono anche un esame delle competenze giuridiche dei candidati, parli di cose che evidentemente non conosci.
Il tuo è (dovrebbe essere) un profilo senior, da associata. Non da praticante.
Poi non è solo l'età il discorso, il tuo problema più importante è l'esperienza: non hai esperienza. Puoi conoscere tutta la dottrina di questo mondo studiata sui banchi universitari ma se non sai lavorare a nessuno interessa, non è un LL.M a sopperire a 15-16 anni di mancata esperienza lavorativa.
Un LL.M è solo una cosa in più, si lavora benissimo anche senza.
Tra l'altro questo periodo storico è pessimo, l'economia è a rotoli e la professione satura.
Se anche tu volessi andartene all'estero, iniziamo a chiarire alcune cose. La tua è una laurea di civil law italiana, del diritto italiano non interessa niente a nessuno. Inoltre non hai mai lavorato in un contesto internazionale dove quantomeno si fa esperienza su materie transnazionali, quindi non sei qualificata per lavorare ad esempio in UK. Non è nemmeno un LL.M a qualificarti in tale senso. Dovresti quantomeno fare il corso di conversione QLTS e farti riconoscere come avvocato stabilito e poi dopo fare un LL.M, forse così avresti qualche possibilità. Renditi conto però che in UK andrai a competere con laureati ancora più giovani che in Italia, candidati che a 21 anni escono da Oxford/Cambridge/LSE/UCL/KCL/etc.
La Sapienza a stento la conoscono.

Ora io quello che ti consiglio di fare è questo, per non essere solo negativi. Inizia a mandare il tuo CV su Milano, magari trovi qualcosa. In caso contrario, valuta prima quanti soldi hai da parte, perché devi averne almeno il doppio di quanto vai ad investire, solo successivamente le seguenti strade:
1) fare un LL.M in UK, dato che in base al tuo profilo secondo me entreresti puoi provare Oxbridge/LSE/UCL/KCL. Lascia perdere il resto, o lo fai in una di queste o non ne vale neanche la pena col tuo profilo. I costi non sono da poco, devi avere da spendere comunque sui 30mila euro al netto di tutto (tasse, libri, vita al minimo). Dopo aver conseguito il titolo LL.M, provare a fare domanda per un PhD con borsa in UK sempre nelle università di cui sopra. L'età non è rilevante per questo, la tua formazione teorica aiutata dall'aggiornamento dato dal master potrebbe aiutarti.
2) in alternativa, sempre in UK fare il QLTS (test di trasferimento per diventare solicitor, in quanto hai già passato l'esame in Italia) e provare ad ottenere una posizione in UK, cosa che ti dico è difficilissima col tuo profilo. Un LL.M dopo il QLTS forse potrebbe aumentare le tue possibilità, ma difficile dire di quanto.
3) se i costi di cui sopra non sono alla tua portata, puoi guardare altri master in Europa. Ad esempio Ku Leuven, Utrecht, Amsterdam, etc e poi proseguire con un PhD.

In generale, sappi che a mio avviso hai poche possibilità, specialmente per quanto concerne l'avvocatura all'estero. Di sicuro almeno a un LL.M, costi permettendo, tra quelli che ti ho citato sopra vieni presa (perché hai una first class), il fatto è che dopo il master le tue possibilità si riducono a ben poche.

Se il tuo obiettivo invece è rimanere in Italia, ti consiglierei come da principio di iniziare con il cercare lavoro su Milano.
Alcuni master decenti (e meno costosi, si va da 6000 a 9000) che puoi fare in Italia sono quelli della luiss (company law, diritto di impresa, mercati finanziari, consulente di impresa). Di norma hai anche uno stage. Evita per carità quelli del sole24h ed affini, costano tantissimo e non valgono la spesa, a mio avviso.
Per il PhD in Italia, io non lo farei sinceramente. Specialmente se prima fai un LL.M all'estero. Al massimo ti posso consigliare Luiss, Cattolica, Bocconi, EUI.
Il resto lascia proprio perdere.

N.

Senti Ludovica, chiariamo due cose.
In primis, nessuno ha intenzione di offenderti.
Semplicemente, si tratta di dire le cose come stanno, nel tuo esclusivo interesse. Non è assolutamente il caso di farti sostenere il costo che richiede un LL.M (anche se in UK è minore che in USA), per poi farti accorgere successivamente della realtà dei fatti. Se ti abbiamo risposto in modo un po' duro è stato per questa ragione, ripeto nel tuo interesse.
Hai 40 anni, sono troppi. Forse all'estero non lo sarebbero, perché vige una mentalità diversa (ma devi avere i soldi per laurearti all'estero e non sono pochi), in Italia sfortunatamente non è così.
La Sapienza è un'ottima università, ma su Milano dove ancora
un minimo si lavora, non è che sia la prima scelta, anzi. Le private (Bocconi, Cattolica, Luiss) vengono (spesso) prima. I posti sono pochissimi e dato che cercano in prevalenza candidati disposti a lavorare davvero tanto è data preferenza ai giovani (23-25 anni, quali 30!). Giusto per essere pignoli: ovviamente i colloqui prevedono anche un esame delle competenze giuridiche dei candidati, parli di cose che evidentemente non conosci.
Il tuo è (dovrebbe essere) un profilo senior, da associata. Non da praticante.
Poi non è solo l'età il discorso, il tuo problema più importante è l'esperienza: non hai esperienza. Puoi conoscere tutta la dottrina di questo mondo studiata sui banchi universitari ma se non sai lavorare a nessuno interessa, non è un LL.M a sopperire a 15-16 anni di mancata esperienza lavorativa.
Un LL.M è solo una cosa in più, si lavora benissimo anche senza.
Tra l'altro questo periodo storico è pessimo, l'economia è a rotoli e la professione satura.
Se anche tu volessi andartene all'estero, iniziamo a chiarire alcune cose. La tua è una laurea di civil law italiana, del diritto italiano non interessa niente a nessuno. Inoltre non hai mai lavorato in un contesto internazionale dove quantomeno si fa esperienza su materie transnazionali, quindi non sei qualificata per lavorare ad esempio in UK. Non è nemmeno un LL.M a qualificarti in tale senso. Dovresti quantomeno fare il corso di conversione QLTS e farti riconoscere come avvocato stabilito e poi dopo fare un LL.M, forse così avresti qualche possibilità. Renditi conto però che in UK andrai a competere con laureati ancora più giovani che in Italia, candidati che a 21 anni escono da Oxford/Cambridge/LSE/UCL/KCL/etc.
La Sapienza a stento la conoscono.

Ora io quello che ti consiglio di fare è questo, per non essere solo negativi. Inizia a mandare il tuo CV su Milano, magari trovi qualcosa. In caso contrario, valuta prima quanti soldi hai da parte, perché devi averne almeno il doppio di quanto vai ad investire, solo successivamente le seguenti strade:
1) fare un LL.M in UK, dato che in base al tuo profilo secondo me entreresti puoi provare Oxbridge/LSE/UCL/KCL. Lascia perdere il resto, o lo fai in una di queste o non ne vale neanche la pena col tuo profilo. I costi non sono da poco, devi avere da spendere comunque sui 30mila euro al netto di tutto (tasse, libri, vita al minimo). Dopo aver conseguito il titolo LL.M, provare a fare domanda per un PhD con borsa in UK sempre nelle università di cui sopra. L'età non è rilevante per questo, la tua formazione teorica aiutata dall'aggiornamento dato dal master potrebbe aiutarti.
2) in alternativa, sempre in UK fare il QLTS (test di trasferimento per diventare solicitor, in quanto hai già passato l'esame in Italia) e provare ad ottenere una posizione in UK, cosa che ti dico è difficilissima col tuo profilo. Un LL.M dopo il QLTS forse potrebbe aumentare le tue possibilità, ma difficile dire di quanto.
3) se i costi di cui sopra non sono alla tua portata, puoi guardare altri master in Europa. Ad esempio Ku Leuven, Utrecht, Amsterdam, etc e poi proseguire con un PhD.

In generale, sappi che a mio avviso hai poche possibilità, specialmente per quanto concerne l'avvocatura all'estero. Di sicuro almeno a un LL.M, costi permettendo, tra quelli che ti ho citato sopra vieni presa (perché hai una first class), il fatto è che dopo il master le tue possibilità si riducono a ben poche.

Se il tuo obiettivo invece è rimanere in Italia, ti consiglierei come da principio di iniziare con il cercare lavoro su Milano.
Alcuni master decenti (e meno costosi, si va da 6000 a 9000€) che puoi fare in Italia sono quelli della luiss (company law, diritto di impresa, mercati finanziari, consulente di impresa). Di norma hai anche uno stage. Evita per carità quelli del sole24h ed affini, costano tantissimo e non valgono la spesa, a mio avviso.
Per il PhD in Italia, io non lo farei sinceramente. Specialmente se prima fai un LL.M all'estero. Al massimo ti posso consigliare Luiss, Cattolica, Bocconi, EUI.
Il resto lascia proprio perdere.

N.
quote

Premetto col dire che non avrei saputo darti migliori consigli di quelli che ti ha dato Nick.

Continuo dicendo che mi dispiace molto tu ti sia offesa, mi hai frainteso. Stavo solo constatando i fatti, poi pensa ciò che vuoi.

Dici che sono saccente e che non ti sei mai vantata dei tuoi risultati ma poi ci sbatti in faccia le tue qualifiche (fino al tuo talento musicale, il latino, (e spero non fosse quella la lingua straniera di cui parlavi), le raffinate letture, ecc.) sminuendo chi ha preso una laurea in "qualche paesino". Nick ti ha già detto quanto è "paesino" Roma e la sua Sapienza nel mondo, quindi sii obiettiva.

Dici che sai cosa vuoi (fare l'avvocato) ma non dimostri la minima inclinazione a quel mondo spietato. Loro fanno la differenza tra winner e loser (che non si scrive looser che vuol dire tutt'altro). In questo mondo funziona così. Lungi dal metterti nella categoria dei losers, credo sia l'insicurezza di cui parli che si sia sentita tirata in causa. Una che ha avuto i problemi di salute gravi di cui parli e che hai raggiunto quello che hai raggiunto tu non vedo come possa essere considerata una perdente. Per questo ti consigliavo di rendere questo fatto noto in sede lavorativa.

Non puoi conoscere le difficoltà che ho passato io, quindi sei pregata di evitare commenti fuori luogo. Non tutti hanno bisogno di ostentare le proprie disgrazie per usarle come scusa per avere un curriculum che nulla ha a che fare con i propri obiettivi lavorativi. Per questo ti ho consigliato di schiarirti le idee, non per giudicarti. Vuoi davvero entrare in questo mondo spietato? Non mi pare.

Non capisco perchè tu sia venuta in questo forum. Per chiedere consigli o per ricevere approvazione e supporto? Mi spiace che il sistema non giri come vuoi tu ma ognuno la pensa così. Dobbiamo adattarci. Se non ti va bene puoi provare a cambiarlo, nessuno te lo vieta... anche se, ahimè, è ben più difficile che adattarsi.

Non ha nessun senso tirare in ballo il "lato umano". Per fare l'avvocato non serve, anzi. Il fatto che tu non l'abbia capito fa dedurre che la tua mentalità non c'entra nulla con questa professione. Poi, per carità, ci sono anche avvocati che non riescono a dividere i sentimenti dalla professione... Non credo sia costruttivo ma nessuno ti vieta di provarci. Penso solo che non sia gratificante ritrovarsi in una professione che ti porta ad avere conflitti interiori o improduttività.

Hai fatto pubblicazioni, suoni strumenti, canti, sei appasionata di poesia, non accetti la realtà dei fatti e ti offendi per le critiche dopo aver chiesto un parere. Io non so se farò carriera nel mondo dell'avvocatura ma sicuramente avrei più possibilità di te. Non prenderla come un'offesa, ti prego. Sarei sicuramente uno scrittore, un poeta, un musicista, ecc. peggiore di te.

"I peggiori aspetti della cultura statunitense" sono quelli che la fanno essere l'indiscussa economia numero uno al mondo. Fatti. E, come sai data la tua passione per la lingua latina, contra facta non valet argumentum. Se l'economia non è un parametro che consideri ti consiglio di lasciare perdere l'avvocatura che richiede una mentalità logica che, si sa, va a braccetto con l'economia.

Non ho interesse a condividere con te il mio curriculum nè tantomento i miei interessi in quanto non apprezzeresti. Prediligo le materie scientifiche a quelle letterarie e artistiche, quindi sarebbe un'ulteriore occasione per te per giudicarmi e guardarmi dall'alto, come hai fatto fin'ora.

Non ho mai detto che tu non hai capacità, credo tu abbia frainteso. Ho solo detto che non sono rilevanti per la carriera di avvocatura.

Riassumento: sono un saccente arrogante perchè per fare carriera lo sto facendo nel modo giusto. Tu invece sei venuta qua per chiedere consigli sulla carriera sminuendo chi "si perde cose meravigliose dell'esistenza tipo la poesia..."

Sicuro che sia io quello arrogante? A me sembra che sia tu quella che continua a giudicare chiunque sia diverso da te senza che tu lo conosca.

Inoltre, ti ho consigliato di far presente i tuoi problemi di salute in sede lavorativa. Aiuterebbe senz'altro a dimostrare la tua determinazione nel raggiungere i tuoi obiettivi (es: abilitazione) durante un periodo così difficile.

Contento di essere stato utile Ludovica. Ribadisco i consigli che ti ho dato fin'ora e aggiungo (sempre che tu voglia fare l'avvocato) di essere un po' più realista e a mettere in dubbio i tuoi punti di vista. E sicuramente essere meno scontrosa aiuterebbe ad instaurare dialoghi più costruttivi e a trovare un impiego.

Premetto col dire che non avrei saputo darti migliori consigli di quelli che ti ha dato Nick.

Continuo dicendo che mi dispiace molto tu ti sia offesa, mi hai frainteso. Stavo solo constatando i fatti, poi pensa ciò che vuoi.

Dici che sono saccente e che non ti sei mai vantata dei tuoi risultati ma poi ci sbatti in faccia le tue qualifiche (fino al tuo talento musicale, il latino, (e spero non fosse quella la lingua straniera di cui parlavi), le raffinate letture, ecc.) sminuendo chi ha preso una laurea in "qualche paesino". Nick ti ha già detto quanto è "paesino" Roma e la sua Sapienza nel mondo, quindi sii obiettiva.

Dici che sai cosa vuoi (fare l'avvocato) ma non dimostri la minima inclinazione a quel mondo spietato. Loro fanno la differenza tra winner e loser (che non si scrive looser che vuol dire tutt'altro). In questo mondo funziona così. Lungi dal metterti nella categoria dei losers, credo sia l'insicurezza di cui parli che si sia sentita tirata in causa. Una che ha avuto i problemi di salute gravi di cui parli e che hai raggiunto quello che hai raggiunto tu non vedo come possa essere considerata una perdente. Per questo ti consigliavo di rendere questo fatto noto in sede lavorativa.

Non puoi conoscere le difficoltà che ho passato io, quindi sei pregata di evitare commenti fuori luogo. Non tutti hanno bisogno di ostentare le proprie disgrazie per usarle come scusa per avere un curriculum che nulla ha a che fare con i propri obiettivi lavorativi. Per questo ti ho consigliato di schiarirti le idee, non per giudicarti. Vuoi davvero entrare in questo mondo spietato? Non mi pare.

Non capisco perchè tu sia venuta in questo forum. Per chiedere consigli o per ricevere approvazione e supporto? Mi spiace che il sistema non giri come vuoi tu ma ognuno la pensa così. Dobbiamo adattarci. Se non ti va bene puoi provare a cambiarlo, nessuno te lo vieta... anche se, ahimè, è ben più difficile che adattarsi.

Non ha nessun senso tirare in ballo il "lato umano". Per fare l'avvocato non serve, anzi. Il fatto che tu non l'abbia capito fa dedurre che la tua mentalità non c'entra nulla con questa professione. Poi, per carità, ci sono anche avvocati che non riescono a dividere i sentimenti dalla professione... Non credo sia costruttivo ma nessuno ti vieta di provarci. Penso solo che non sia gratificante ritrovarsi in una professione che ti porta ad avere conflitti interiori o improduttività.

Hai fatto pubblicazioni, suoni strumenti, canti, sei appasionata di poesia, non accetti la realtà dei fatti e ti offendi per le critiche dopo aver chiesto un parere. Io non so se farò carriera nel mondo dell'avvocatura ma sicuramente avrei più possibilità di te. Non prenderla come un'offesa, ti prego. Sarei sicuramente uno scrittore, un poeta, un musicista, ecc. peggiore di te.

"I peggiori aspetti della cultura statunitense" sono quelli che la fanno essere l'indiscussa economia numero uno al mondo. Fatti. E, come sai data la tua passione per la lingua latina, contra facta non valet argumentum. Se l'economia non è un parametro che consideri ti consiglio di lasciare perdere l'avvocatura che richiede una mentalità logica che, si sa, va a braccetto con l'economia.

Non ho interesse a condividere con te il mio curriculum nè tantomento i miei interessi in quanto non apprezzeresti. Prediligo le materie scientifiche a quelle letterarie e artistiche, quindi sarebbe un'ulteriore occasione per te per giudicarmi e guardarmi dall'alto, come hai fatto fin'ora.

Non ho mai detto che tu non hai capacità, credo tu abbia frainteso. Ho solo detto che non sono rilevanti per la carriera di avvocatura.

Riassumento: sono un saccente arrogante perchè per fare carriera lo sto facendo nel modo giusto. Tu invece sei venuta qua per chiedere consigli sulla carriera sminuendo chi "si perde cose meravigliose dell'esistenza tipo la poesia..."

Sicuro che sia io quello arrogante? A me sembra che sia tu quella che continua a giudicare chiunque sia diverso da te senza che tu lo conosca.

Inoltre, ti ho consigliato di far presente i tuoi problemi di salute in sede lavorativa. Aiuterebbe senz'altro a dimostrare la tua determinazione nel raggiungere i tuoi obiettivi (es: abilitazione) durante un periodo così difficile.

Contento di essere stato utile Ludovica. Ribadisco i consigli che ti ho dato fin'ora e aggiungo (sempre che tu voglia fare l'avvocato) di essere un po' più realista e a mettere in dubbio i tuoi punti di vista. E sicuramente essere meno scontrosa aiuterebbe ad instaurare dialoghi più costruttivi e a trovare un impiego.
quote
NickJ

Concordo con California, che tra l'altro ha fatto la mia stessa università e conosce bene la realtà milanese.
Quello che oggi un laureato di 23-25 anni 110L ottiene su Milano, uscendo da Bocconi Cattolica Luiss Statale (cito queste perché che piaccia o meno almeno su Milano, generalizzando, valgono più di altre università), è un Intern o il praticantato a 800-900 netti (ma anche meno).
Un LL.M a parte per una law firm come Cleary a poco serve.
Nella vita bisogna essere realisti. Quello che puoi fare Ludovica è tentare le strade che ti ho detto sopra, sempre con realismo. Di sicuro tra tutte quella del PhD è la più percorribile per il tuo profilo, ma rappresenta comunque un rischio, perché ti serve pur sempre un LL.M per essere presa in considerazione per il PhD (il tuo titolo di 20 anni fa - quando certe materie nemmeno si insegnavano, vedi international arbitration - è si equiparato a un master's degree, ma ha ben poco valore all'estero) e un LL.M è un investimento rischioso: potresti essere ammessa ad un programma PhD senza borsa di studio (e sono altri 20mila almeno + vivere) o non essere ammessa affatto. Potrebbero passare altri mesi o anni. Inoltre se è vero che negli USA il PhD si fa benissimo anche ad una certa età, in Europa non è proprio così. In media a 30 anni si è già terminato il PhD (in UK anche prima, sui 25-26). Di sicuro per l'ammissione a un PhD la tua età non costituirebbe un problema, ma avresti da recuperare anni rispetto ai tuoi colleghi.
La Sapienza, così come tutte le altre università italiane (eccezione fatta per la Bocconi per economia, il PoliMi e in parte Bologna) all'estero non valgono nulla, allo stesso modo i corsi di preparazione all'esame di magistratura (italiana).
L'inglese lo devi conoscere alla perfezione ed a livello madrelingua, non devi certo essere al livello di fare errori grammaticali come quello sottolineato da California.
Quindi realismo. Tra l'altro esistono tantissime professioni oltre quella legale, nella vita non si può mai dire. Un mio conoscente che dopo la laurea italiana ha fatto LLM e JD alla Columbia a 45 anni ha deciso di cambiare vita e si è aperto un agriturismo. Tanto per dire.

Buona fortuna.

Concordo con California, che tra l'altro ha fatto la mia stessa università e conosce bene la realtà milanese.
Quello che oggi un laureato di 23-25 anni 110L ottiene su Milano, uscendo da Bocconi Cattolica Luiss Statale (cito queste perché che piaccia o meno almeno su Milano, generalizzando, valgono più di altre università), è un Intern o il praticantato a 800-900€ netti (ma anche meno).
Un LL.M a parte per una law firm come Cleary a poco serve.
Nella vita bisogna essere realisti. Quello che puoi fare Ludovica è tentare le strade che ti ho detto sopra, sempre con realismo. Di sicuro tra tutte quella del PhD è la più percorribile per il tuo profilo, ma rappresenta comunque un rischio, perché ti serve pur sempre un LL.M per essere presa in considerazione per il PhD (il tuo titolo di 20 anni fa - quando certe materie nemmeno si insegnavano, vedi international arbitration - è si equiparato a un master's degree, ma ha ben poco valore all'estero) e un LL.M è un investimento rischioso: potresti essere ammessa ad un programma PhD senza borsa di studio (e sono altri 20mila € almeno + vivere) o non essere ammessa affatto. Potrebbero passare altri mesi o anni. Inoltre se è vero che negli USA il PhD si fa benissimo anche ad una certa età, in Europa non è proprio così. In media a 30 anni si è già terminato il PhD (in UK anche prima, sui 25-26). Di sicuro per l'ammissione a un PhD la tua età non costituirebbe un problema, ma avresti da recuperare anni rispetto ai tuoi colleghi.
La Sapienza, così come tutte le altre università italiane (eccezione fatta per la Bocconi per economia, il PoliMi e in parte Bologna) all'estero non valgono nulla, allo stesso modo i corsi di preparazione all'esame di magistratura (italiana).
L'inglese lo devi conoscere alla perfezione ed a livello madrelingua, non devi certo essere al livello di fare errori grammaticali come quello sottolineato da California.
Quindi realismo. Tra l'altro esistono tantissime professioni oltre quella legale, nella vita non si può mai dire. Un mio conoscente che dopo la laurea italiana ha fatto LLM e JD alla Columbia a 45 anni ha deciso di cambiare vita e si è aperto un agriturismo. Tanto per dire.

Buona fortuna.
quote
ludovica

Premetto col dire che non avrei saputo darti migliori consigli di quelli che ti ha dato Nick.

Continuo dicendo che mi dispiace molto tu ti sia offesa, mi hai frainteso. Stavo solo constatando i fatti, poi pensa ciò che vuoi.

Dici che sono saccente e che non ti sei mai vantata dei tuoi risultati ma poi ci sbatti in faccia le tue qualifiche (fino al tuo talento musicale, il latino, (e spero non fosse quella la lingua straniera di cui parlavi), le raffinate letture, ecc.) sminuendo chi ha preso una laurea in "qualche paesino". Nick ti ha già detto quanto è "paesino" Roma e la sua Sapienza nel mondo, quindi sii obiettiva.

Dici che sai cosa vuoi (fare l'avvocato) ma non dimostri la minima inclinazione a quel mondo spietato. Loro fanno la differenza tra winner e loser (che non si scrive looser che vuol dire tutt'altro). In questo mondo funziona così. Lungi dal metterti nella categoria dei losers, credo sia l'insicurezza di cui parli che si sia sentita tirata in causa. Una che ha avuto i problemi di salute gravi di cui parli e che hai raggiunto quello che hai raggiunto tu non vedo come possa essere considerata una perdente. Per questo ti consigliavo di rendere questo fatto noto in sede lavorativa.

Non puoi conoscere le difficoltà che ho passato io, quindi sei pregata di evitare commenti fuori luogo. Non tutti hanno bisogno di ostentare le proprie disgrazie per usarle come scusa per avere un curriculum che nulla ha a che fare con i propri obiettivi lavorativi. Per questo ti ho consigliato di schiarirti le idee, non per giudicarti. Vuoi davvero entrare in questo mondo spietato? Non mi pare.

Non capisco perchè tu sia venuta in questo forum. Per chiedere consigli o per ricevere approvazione e supporto? Mi spiace che il sistema non giri come vuoi tu ma ognuno la pensa così. Dobbiamo adattarci. Se non ti va bene puoi provare a cambiarlo, nessuno te lo vieta... anche se, ahimè, è ben più difficile che adattarsi.

Non ha nessun senso tirare in ballo il "lato umano". Per fare l'avvocato non serve, anzi. Il fatto che tu non l'abbia capito fa dedurre che la tua mentalità non c'entra nulla con questa professione. Poi, per carità, ci sono anche avvocati che non riescono a dividere i sentimenti dalla professione... Non credo sia costruttivo ma nessuno ti vieta di provarci. Penso solo che non sia gratificante ritrovarsi in una professione che ti porta ad avere conflitti interiori o improduttività.

Hai fatto pubblicazioni, suoni strumenti, canti, sei appasionata di poesia, non accetti la realtà dei fatti e ti offendi per le critiche dopo aver chiesto un parere. Io non so se farò carriera nel mondo dell'avvocatura ma sicuramente avrei più possibilità di te. Non prenderla come un'offesa, ti prego. Sarei sicuramente uno scrittore, un poeta, un musicista, ecc. peggiore di te.

"I peggiori aspetti della cultura statunitense" sono quelli che la fanno essere l'indiscussa economia numero uno al mondo. Fatti. E, come sai data la tua passione per la lingua latina, contra facta non valet argumentum. Se l'economia non è un parametro che consideri ti consiglio di lasciare perdere l'avvocatura che richiede una mentalità logica che, si sa, va a braccetto con l'economia.

Non ho interesse a condividere con te il mio curriculum nè tantomento i miei interessi in quanto non apprezzeresti. Prediligo le materie scientifiche a quelle letterarie e artistiche, quindi sarebbe un'ulteriore occasione per te per giudicarmi e guardarmi dall'alto, come hai fatto fin'ora.

Non ho mai detto che tu non hai capacità, credo tu abbia frainteso. Ho solo detto che non sono rilevanti per la carriera di avvocatura.

Riassumento: sono un saccente arrogante perchè per fare carriera lo sto facendo nel modo giusto. Tu invece sei venuta qua per chiedere consigli sulla carriera sminuendo chi "si perde cose meravigliose dell'esistenza tipo la poesia..."

Sicuro che sia io quello arrogante? A me sembra che sia tu quella che continua a giudicare chiunque sia diverso da te senza che tu lo conosca.

Inoltre, ti ho consigliato di far presente i tuoi problemi di salute in sede lavorativa. Aiuterebbe senz'altro a dimostrare la tua determinazione nel raggiungere i tuoi obiettivi (es: abilitazione) durante un periodo così difficile.

Contento di essere stato utile Ludovica. Ribadisco i consigli che ti ho dato fin'ora e aggiungo (sempre che tu voglia fare l'avvocato) di essere un po' più realista e a mettere in dubbio i tuoi punti di vista. E sicuramente essere meno scontrosa aiuterebbe ad instaurare dialoghi più costruttivi e a trovare un impiego.


solo per amor di verità, e poi smettiamo di perder tempo tutti: sono venuta qui dicendo che, nonostante l'età non giovanissima, mi trovo a muovere i miei primi passi in questo mondo a me sconosciuto e che chiedevo il vostro consiglio. Ho parlato di me dicendo che: ho un buon voto di laurea, ma non ho esperienza; ho qualche pubblicazione, ma non sono cose importanti; chiedevo cosa pensaste di un master a roma, ma vi pregavo di non ridere di questa domanda.
mi aspettavo un consiglio e non un giudizio sulla mia persona e sulla mia vita.
mi sono sentita dire che ritengo di avere non si sa quali qualità (....) e, addirittura che, poichè " In ambito lavorativo non viene solo valutata la tua carriera accademica ma anche le tue capacità (e non intendo capacità a livello giuridico). " non si può non rimanere perplessi circa l'esistenza di tali capacità, se uno a 40 anni non ha un lavoro stabile. Ora, che qualcuno mi dica che il mio curriculum non è sufficiente, che ho un'età in cui non riuscirei a trovare, che mi mancano delle competenze (giuridiche) è una cosa. Ed è questo, che domandavo.
Che si vogliano giudicare le mie capacità e qualità, e che si voglia farlo, oltretutto, in base al fatto che ho 40 anni e non lavoro, è un altro. Io non so perchè un'altra persona che ha 40 anni, non lavora, quindi su quali siano le sue capacità non giuridiche, taccio, e un giudizio non lo formulo nemmeno dentro di me. se sono in grado, visto che me la si chiede, dò una valutazione sulle capacità tecniche, non mi permetto di parlare di altro; sul curriculum, non sulla vita.
ma questo non è nulla. Ho fatto un breve e discreto cenno al fatto che " vi sono problemi che una persona può aver superato e che non vanno in un curriculum". non ho messo in piazza i mei problemi per giustificare una carenza. non avrei mai avuto il cattivo gusto di farlo, ma si è avuto il cattivo gusto di dirmi che se sono arrivata a 40 anni senza lavorare allore queste capacità mancano, e non si tratta di capacità giuridiche o non solo di esse.
ecco che mi trovo, mio malgrado, a chiarire quello che si sarebbe dovuto intuire da una breve frase e significativa, e a giustificarmi da giudizi brutali, cercando di far capire al mio interlocutore che se uno a 40 anni non lavora, vi possono essere altre ragioni oltre a quella che sia un incapace e che forse l'intelligenza consiste anche nell'immaginarlo evitando di fare domande ulteriori o dare giudizi o mettere qualcuno in condizione di dirti che non è un incapace, un pavido o un confuso, ma magari una persona che ha superato questo questo e quest'altro.
E' veramente pessimo, sul piano umano, a questo punto, scrivere che ho messo in piazza le mie tragedie.
Non è un modo leale di discutere (ma questo è un mondo spietato etc etc), Se io avessi detto a qualcuno che non ha capacità, specificando oltretutto che non parlo di diritto, cosa che sarebbe stata accettabile e ragionevole, ma della persona in genere e che l'ho capito perchè non sta lavorando e quello mi avesse risposto che forse non sta lavorando per avere avuto gravi problemi di salute e che pare che detto con un cenno non sia servito a nulla e che per farlo capire sia stato necessario esplicitarlo per filo e per segno, io mi sarei mortificata di non aver capito prima; di avere giudicato le capacità di una persona che non conosco, su temi extra giuridici (ma poi si cade dalle nuvole se ci si sente rispondere circa aspetti extragiuridici); di aver fatto la non bella figura di non aver capito ciò che mi si era detto con un cenno e di avere dato patenti e giudizi su gente che non conosco, sulla sua vita privata, sulle sue capacità, sulle vicende che l'hanno portata dove essa è.
dinanzi alla risposta che ho dato, dicendo quello che non hai capito da solo prima, cioè quali erano stati i miei problemi, invece di mortificarti, mi accusi di mettere in piazza i mei drammi!
se rileggo il post che ho scritto quando sono entrata qui, chiedendo consiglio pnendo domante precise, indicando ogni mio limite per avere un più veritiero consiglio, e rileggo la spiegazione datami di chi sono e quanto valgo, resto di sale. Ma se qualcuno mi accennasse che nella vita ha avuto i suoi problemi da risolvere, io gli dicessi che gli mancano le capacità e quello mi dicesse che , se non l'avevo capito, ha avuto non so, un tumore o non so quale malattia, io mi sentirei male. scopro che si può reagire in altri modi: irridere l'interlocutore che si è portato a questo punto, per mancanza di sensibilità e delicatezza e pure di fantasia, additandolo pubblicamente per avere messo in piazza le proprie malattie.
si, sicuramente è un mondo spietato. ma non è soltanto questo. si può essere privi della pietas, ma avere rigore, lealtà e coraggio. almeno.
sono venuta a chiedere consiglio su un master ed ho appreso chi sono. se un ragazzino che si iscrive all'università mi chedesse un consiglio, gli parlerei delle università che conosco e delle esperienze che ho fatto, non delle capacità che lui ha su un piano che esula dal diritto ed entra nella sua vita.
inoltre: ti sfugge la consequenzialità degli argomenti.
mi sono presentata con un post che chiunque può leggere due pagine più in dietro, in cui non vi è traccia di presunzione, in cui ho fatto l'elenco dei limiti del mio curriculum e ho sminuito sistematicamente anche le non molte cose buone che vi erano. anche credendo di confrontarmi con chi sa chi. Se però mi si dice quanto poco valgo, specificando che si parla di un piano non giuridico, rispondo. perchè so di avere un curriculum limitato, ma so con certezza che tu non puoi giudicare chi sono io e quali sono le mie qualità sul piano extragiuridico e di avere delle qualità che non mi sono attribuita da sola.ma ti confondi (nella migliore delle ipotesi) e mi dici che mi sono vantata di me. ho fatto l'opposto che vantarmi, quando si parla di un curriculum. ma non ti permetto di straparlare della mia persona e di valutare cosa c'è nella mia testa, nella mia legge morale, quale sia la chiarezza delle mie idee, il grado di determinazione e tutto ciò che della mia persona non attiene all'argomento cui avresti dovuto attenerti.
da ultimo: loosers è un errore e " un avvocato SU milano" , peggio: anche se chi parla il gergo aziendale calpesta l'italiano con una fierezza mille miglia lontane con l'imbarazzo con cui io sbaglio l'inglese.
ps: io non ho molto da insegnarti. posso forse soltanto dirti che si può vivere una vita piena di senso anche con un milionesimo della tua aggressività e della tua durezza (ed anche se tu vivi nello "spietato mondo" dei cowboys).

<blockquote>Premetto col dire che non avrei saputo darti migliori consigli di quelli che ti ha dato Nick.

Continuo dicendo che mi dispiace molto tu ti sia offesa, mi hai frainteso. Stavo solo constatando i fatti, poi pensa ciò che vuoi.

Dici che sono saccente e che non ti sei mai vantata dei tuoi risultati ma poi ci sbatti in faccia le tue qualifiche (fino al tuo talento musicale, il latino, (e spero non fosse quella la lingua straniera di cui parlavi), le raffinate letture, ecc.) sminuendo chi ha preso una laurea in "qualche paesino". Nick ti ha già detto quanto è "paesino" Roma e la sua Sapienza nel mondo, quindi sii obiettiva.

Dici che sai cosa vuoi (fare l'avvocato) ma non dimostri la minima inclinazione a quel mondo spietato. Loro fanno la differenza tra winner e loser (che non si scrive looser che vuol dire tutt'altro). In questo mondo funziona così. Lungi dal metterti nella categoria dei losers, credo sia l'insicurezza di cui parli che si sia sentita tirata in causa. Una che ha avuto i problemi di salute gravi di cui parli e che hai raggiunto quello che hai raggiunto tu non vedo come possa essere considerata una perdente. Per questo ti consigliavo di rendere questo fatto noto in sede lavorativa.

Non puoi conoscere le difficoltà che ho passato io, quindi sei pregata di evitare commenti fuori luogo. Non tutti hanno bisogno di ostentare le proprie disgrazie per usarle come scusa per avere un curriculum che nulla ha a che fare con i propri obiettivi lavorativi. Per questo ti ho consigliato di schiarirti le idee, non per giudicarti. Vuoi davvero entrare in questo mondo spietato? Non mi pare.

Non capisco perchè tu sia venuta in questo forum. Per chiedere consigli o per ricevere approvazione e supporto? Mi spiace che il sistema non giri come vuoi tu ma ognuno la pensa così. Dobbiamo adattarci. Se non ti va bene puoi provare a cambiarlo, nessuno te lo vieta... anche se, ahimè, è ben più difficile che adattarsi.

Non ha nessun senso tirare in ballo il "lato umano". Per fare l'avvocato non serve, anzi. Il fatto che tu non l'abbia capito fa dedurre che la tua mentalità non c'entra nulla con questa professione. Poi, per carità, ci sono anche avvocati che non riescono a dividere i sentimenti dalla professione... Non credo sia costruttivo ma nessuno ti vieta di provarci. Penso solo che non sia gratificante ritrovarsi in una professione che ti porta ad avere conflitti interiori o improduttività.

Hai fatto pubblicazioni, suoni strumenti, canti, sei appasionata di poesia, non accetti la realtà dei fatti e ti offendi per le critiche dopo aver chiesto un parere. Io non so se farò carriera nel mondo dell'avvocatura ma sicuramente avrei più possibilità di te. Non prenderla come un'offesa, ti prego. Sarei sicuramente uno scrittore, un poeta, un musicista, ecc. peggiore di te.

"I peggiori aspetti della cultura statunitense" sono quelli che la fanno essere l'indiscussa economia numero uno al mondo. Fatti. E, come sai data la tua passione per la lingua latina, contra facta non valet argumentum. Se l'economia non è un parametro che consideri ti consiglio di lasciare perdere l'avvocatura che richiede una mentalità logica che, si sa, va a braccetto con l'economia.

Non ho interesse a condividere con te il mio curriculum nè tantomento i miei interessi in quanto non apprezzeresti. Prediligo le materie scientifiche a quelle letterarie e artistiche, quindi sarebbe un'ulteriore occasione per te per giudicarmi e guardarmi dall'alto, come hai fatto fin'ora.

Non ho mai detto che tu non hai capacità, credo tu abbia frainteso. Ho solo detto che non sono rilevanti per la carriera di avvocatura.

Riassumento: sono un saccente arrogante perchè per fare carriera lo sto facendo nel modo giusto. Tu invece sei venuta qua per chiedere consigli sulla carriera sminuendo chi "si perde cose meravigliose dell'esistenza tipo la poesia..."

Sicuro che sia io quello arrogante? A me sembra che sia tu quella che continua a giudicare chiunque sia diverso da te senza che tu lo conosca.

Inoltre, ti ho consigliato di far presente i tuoi problemi di salute in sede lavorativa. Aiuterebbe senz'altro a dimostrare la tua determinazione nel raggiungere i tuoi obiettivi (es: abilitazione) durante un periodo così difficile.

Contento di essere stato utile Ludovica. Ribadisco i consigli che ti ho dato fin'ora e aggiungo (sempre che tu voglia fare l'avvocato) di essere un po' più realista e a mettere in dubbio i tuoi punti di vista. E sicuramente essere meno scontrosa aiuterebbe ad instaurare dialoghi più costruttivi e a trovare un impiego.</blockquote>

solo per amor di verità, e poi smettiamo di perder tempo tutti: sono venuta qui dicendo che, nonostante l'età non giovanissima, mi trovo a muovere i miei primi passi in questo mondo a me sconosciuto e che chiedevo il vostro consiglio. Ho parlato di me dicendo che: ho un buon voto di laurea, ma non ho esperienza; ho qualche pubblicazione, ma non sono cose importanti; chiedevo cosa pensaste di un master a roma, ma vi pregavo di non ridere di questa domanda.
mi aspettavo un consiglio e non un giudizio sulla mia persona e sulla mia vita.
mi sono sentita dire che ritengo di avere non si sa quali qualità (....) e, addirittura che, poichè " In ambito lavorativo non viene solo valutata la tua carriera accademica ma anche le tue capacità (e non intendo capacità a livello giuridico). " non si può non rimanere perplessi circa l'esistenza di tali capacità, se uno a 40 anni non ha un lavoro stabile. Ora, che qualcuno mi dica che il mio curriculum non è sufficiente, che ho un'età in cui non riuscirei a trovare, che mi mancano delle competenze (giuridiche) è una cosa. Ed è questo, che domandavo.
Che si vogliano giudicare le mie capacità e qualità, e che si voglia farlo, oltretutto, in base al fatto che ho 40 anni e non lavoro, è un altro. Io non so perchè un'altra persona che ha 40 anni, non lavora, quindi su quali siano le sue capacità non giuridiche, taccio, e un giudizio non lo formulo nemmeno dentro di me. se sono in grado, visto che me la si chiede, dò una valutazione sulle capacità tecniche, non mi permetto di parlare di altro; sul curriculum, non sulla vita.
ma questo non è nulla. Ho fatto un breve e discreto cenno al fatto che " vi sono problemi che una persona può aver superato e che non vanno in un curriculum". non ho messo in piazza i mei problemi per giustificare una carenza. non avrei mai avuto il cattivo gusto di farlo, ma si è avuto il cattivo gusto di dirmi che se sono arrivata a 40 anni senza lavorare allore queste capacità mancano, e non si tratta di capacità giuridiche o non solo di esse.
ecco che mi trovo, mio malgrado, a chiarire quello che si sarebbe dovuto intuire da una breve frase e significativa, e a giustificarmi da giudizi brutali, cercando di far capire al mio interlocutore che se uno a 40 anni non lavora, vi possono essere altre ragioni oltre a quella che sia un incapace e che forse l'intelligenza consiste anche nell'immaginarlo evitando di fare domande ulteriori o dare giudizi o mettere qualcuno in condizione di dirti che non è un incapace, un pavido o un confuso, ma magari una persona che ha superato questo questo e quest'altro.
E' veramente pessimo, sul piano umano, a questo punto, scrivere che ho messo in piazza le mie tragedie.
Non è un modo leale di discutere (ma questo è un mondo spietato etc etc), Se io avessi detto a qualcuno che non ha capacità, specificando oltretutto che non parlo di diritto, cosa che sarebbe stata accettabile e ragionevole, ma della persona in genere e che l'ho capito perchè non sta lavorando e quello mi avesse risposto che forse non sta lavorando per avere avuto gravi problemi di salute e che pare che detto con un cenno non sia servito a nulla e che per farlo capire sia stato necessario esplicitarlo per filo e per segno, io mi sarei mortificata di non aver capito prima; di avere giudicato le capacità di una persona che non conosco, su temi extra giuridici (ma poi si cade dalle nuvole se ci si sente rispondere circa aspetti extragiuridici); di aver fatto la non bella figura di non aver capito ciò che mi si era detto con un cenno e di avere dato patenti e giudizi su gente che non conosco, sulla sua vita privata, sulle sue capacità, sulle vicende che l'hanno portata dove essa è.
dinanzi alla risposta che ho dato, dicendo quello che non hai capito da solo prima, cioè quali erano stati i miei problemi, invece di mortificarti, mi accusi di mettere in piazza i mei drammi!
se rileggo il post che ho scritto quando sono entrata qui, chiedendo consiglio pnendo domante precise, indicando ogni mio limite per avere un più veritiero consiglio, e rileggo la spiegazione datami di chi sono e quanto valgo, resto di sale. Ma se qualcuno mi accennasse che nella vita ha avuto i suoi problemi da risolvere, io gli dicessi che gli mancano le capacità e quello mi dicesse che , se non l'avevo capito, ha avuto non so, un tumore o non so quale malattia, io mi sentirei male. scopro che si può reagire in altri modi: irridere l'interlocutore che si è portato a questo punto, per mancanza di sensibilità e delicatezza e pure di fantasia, additandolo pubblicamente per avere messo in piazza le proprie malattie.
si, sicuramente è un mondo spietato. ma non è soltanto questo. si può essere privi della pietas, ma avere rigore, lealtà e coraggio. almeno.
sono venuta a chiedere consiglio su un master ed ho appreso chi sono. se un ragazzino che si iscrive all'università mi chedesse un consiglio, gli parlerei delle università che conosco e delle esperienze che ho fatto, non delle capacità che lui ha su un piano che esula dal diritto ed entra nella sua vita.
inoltre: ti sfugge la consequenzialità degli argomenti.
mi sono presentata con un post che chiunque può leggere due pagine più in dietro, in cui non vi è traccia di presunzione, in cui ho fatto l'elenco dei limiti del mio curriculum e ho sminuito sistematicamente anche le non molte cose buone che vi erano. anche credendo di confrontarmi con chi sa chi. Se però mi si dice quanto poco valgo, specificando che si parla di un piano non giuridico, rispondo. perchè so di avere un curriculum limitato, ma so con certezza che tu non puoi giudicare chi sono io e quali sono le mie qualità sul piano extragiuridico e di avere delle qualità che non mi sono attribuita da sola.ma ti confondi (nella migliore delle ipotesi) e mi dici che mi sono vantata di me. ho fatto l'opposto che vantarmi, quando si parla di un curriculum. ma non ti permetto di straparlare della mia persona e di valutare cosa c'è nella mia testa, nella mia legge morale, quale sia la chiarezza delle mie idee, il grado di determinazione e tutto ciò che della mia persona non attiene all'argomento cui avresti dovuto attenerti.
da ultimo: loosers è un errore e " un avvocato SU milano" , peggio: anche se chi parla il gergo aziendale calpesta l'italiano con una fierezza mille miglia lontane con l'imbarazzo con cui io sbaglio l'inglese.
ps: io non ho molto da insegnarti. posso forse soltanto dirti che si può vivere una vita piena di senso anche con un milionesimo della tua aggressività e della tua durezza (ed anche se tu vivi nello "spietato mondo" dei cowboys).
quote
Peppers

Ciao ragazzi sono nuovo, volevo chiedervi qualche info su LLM USA. Premesso che dovrei laurearmi nel periodo Dicembre-Gennaio 2015 stavo valutando due alternative post-laurea: la prima é quella di entrare in una law firm tra Milano e Roma, la seconda alternativa invece sarebbe quella di fare application entro la deadline Dicembre 2015 per LLM a Upenn, HLS, Georgetown, Berkeley o NYU. Potreste indicarmi x grandi linee quali sono I requisiti che un ipotetico llm student dovrebbe avere per entrare in una di queste law school? Oltre al top grade ? Il toefl prevedo di sostenerlo quest estate,se non dovessi raggiungere 25 in ogni sezione ma cmq un overall di 100, sarei in svantaggio? Fare application entro Dicembre senza toefl (per poi inviare il toefl score entro Marzo) potrebbe compromettere una eventual valutazione positiva della mia candidatura? Qualcuno che ha esperienze passate simili? Graziee

Ciao ragazzi sono nuovo, volevo chiedervi qualche info su LLM USA. Premesso che dovrei laurearmi nel periodo Dicembre-Gennaio 2015 stavo valutando due alternative post-laurea: la prima é quella di entrare in una law firm tra Milano e Roma, la seconda alternativa invece sarebbe quella di fare application entro la deadline Dicembre 2015 per LLM a Upenn, HLS, Georgetown, Berkeley o NYU. Potreste indicarmi x grandi linee quali sono I requisiti che un ipotetico llm student dovrebbe avere per entrare in una di queste law school? Oltre al top grade ? Il toefl prevedo di sostenerlo quest estate,se non dovessi raggiungere 25 in ogni sezione ma cmq un overall di 100, sarei in svantaggio? Fare application entro Dicembre senza toefl (per poi inviare il toefl score entro Marzo) potrebbe compromettere una eventual valutazione positiva della mia candidatura? Qualcuno che ha esperienze passate simili? Graziee
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Peppers

Dimenticavo un ultima domanda. Per quanto riguarda I transcripts che devono essere inviati tramite Lsac qualcuno saprebbe dirmi a cosa si riferiscono? Devo far inviare dall uni solo il certificato con I corsi sostenuti e le relative votazioni? Durante il percorso di studi in estate ho frequentato diverse summer school estive in univ estere. É necessario far inviare anche transcript della partecipazione di queste summer school?

Dimenticavo un ultima domanda. Per quanto riguarda I transcripts che devono essere inviati tramite Lsac qualcuno saprebbe dirmi a cosa si riferiscono? Devo far inviare dall uni solo il certificato con I corsi sostenuti e le relative votazioni? Durante il percorso di studi in estate ho frequentato diverse summer school estive in univ estere. É necessario far inviare anche transcript della partecipazione di queste summer school?
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Vedo che ancora hai interpretato male le mie parole quindi cercherò di essere il più breve possibile per non dare spazio ad ambiguità e fraintendimenti:

Ti ho spiegato perchè, secondo me, saresti svantaggiata a trovare il lavoro a cui aspiri. Tu hai chiesto, hai ricevuto risposte. E mi dispiace che tu sia così suscettibile ma nessuno ti stava giudicando, ti è stata solo illustrata la realtà dei fatti dicendoti che il tuo cirriculum è ben lontano dall'essere sufficiente per quello che vuoi.

Il vittimismo non è un modo leale di discutere, comunque. Non, come dici tu, il dirti che "hai messo in piazza le tue tragedie", dato che lo hai fatto seppur con un "breve e discreto cenno". Comunque si è capito sin da subito che hai avuto problemi di salute, ma ancora: sei qui per supporto morale o per consigli?

Se si chiede un consiglio si deve essere disposti ad ascoltarlo, senza "rimanere di sale".

Comunque, "loosers" è ben più grave di "SU Milano", a mio parere. Non vedo niente di scorretto nell'utilizzare un'espressione condivisa e di comune utilizzo, appunto come lo definisci tu "GERGO aziendale". Il linguaggio è in continua evoluzione e si creano in continuazione neologismi e nuove espressioni. "Loosers" significando "perdenti", d'altra parte, non può essere considerato corretto sotto nessun punto di vista. Farebbe cestinare qualsiasi cover letter, curriculum e farebbe perdere valore a qualsiasi scritto (che sia un articolo di giornale, pubblicazione, ecc.) mentre invece dire "SU Milano" no.

Dal tuo P.S. si capisce che sei in totale rifiuto e soprattutto non esiti a giudicare il diverso ("spietato mondo dei cowboy"). Penso che anche se stessi ore a farti capire il mio punto di vista non lo capiresti... Ti auguro buona fortuna perchè te ne servirà molta viste le premesse.

Vedo che ancora hai interpretato male le mie parole quindi cercherò di essere il più breve possibile per non dare spazio ad ambiguità e fraintendimenti:

Ti ho spiegato perchè, secondo me, saresti svantaggiata a trovare il lavoro a cui aspiri. Tu hai chiesto, hai ricevuto risposte. E mi dispiace che tu sia così suscettibile ma nessuno ti stava giudicando, ti è stata solo illustrata la realtà dei fatti dicendoti che il tuo cirriculum è ben lontano dall'essere sufficiente per quello che vuoi.

Il vittimismo non è un modo leale di discutere, comunque. Non, come dici tu, il dirti che "hai messo in piazza le tue tragedie", dato che lo hai fatto seppur con un "breve e discreto cenno". Comunque si è capito sin da subito che hai avuto problemi di salute, ma ancora: sei qui per supporto morale o per consigli?

Se si chiede un consiglio si deve essere disposti ad ascoltarlo, senza "rimanere di sale".

Comunque, "loosers" è ben più grave di "SU Milano", a mio parere. Non vedo niente di scorretto nell'utilizzare un'espressione condivisa e di comune utilizzo, appunto come lo definisci tu "GERGO aziendale". Il linguaggio è in continua evoluzione e si creano in continuazione neologismi e nuove espressioni. "Loosers" significando "perdenti", d'altra parte, non può essere considerato corretto sotto nessun punto di vista. Farebbe cestinare qualsiasi cover letter, curriculum e farebbe perdere valore a qualsiasi scritto (che sia un articolo di giornale, pubblicazione, ecc.) mentre invece dire "SU Milano" no.

Dal tuo P.S. si capisce che sei in totale rifiuto e soprattutto non esiti a giudicare il diverso ("spietato mondo dei cowboy"). Penso che anche se stessi ore a farti capire il mio punto di vista non lo capiresti... Ti auguro buona fortuna perchè te ne servirà molta viste le premesse.
quote
karenina

Tralasciando la sintassi che è in alcuni passaggi fa invidia a mio cugino di 8 anni e la punteggiatura che è messa un po' a casaccio, una persona che scrive "dò" non può permettersi poi il lusso di dare lezioni ad altri.

Ciò detto, quello che il paziente California_dream cerca di spiegarti è che ormai è tardi per intraprendere questo tipo di carriera. E' una cosa oggettiva. A prescindere da quante lingue sai, quanti strumenti suoni e che guaio hai passato nella vita.

E comunque, Roma, dal punto di vista universitario, nel mondo è un paesello.

Tralasciando la sintassi che è in alcuni passaggi fa invidia a mio cugino di 8 anni e la punteggiatura che è messa un po' a casaccio, una persona che scrive "dò" non può permettersi poi il lusso di dare lezioni ad altri.

Ciò detto, quello che il paziente California_dream cerca di spiegarti è che ormai è tardi per intraprendere questo tipo di carriera. E' una cosa oggettiva. A prescindere da quante lingue sai, quanti strumenti suoni e che guaio hai passato nella vita.

E comunque, Roma, dal punto di vista universitario, nel mondo è un paesello.
quote
NickJ

Discussioni sulla sintassi a parte (non so voi, ma io scrivo dal telefono e non mi impegno più di tanto) continuare questa polemica non ha senso. Ludovica, dovresti comprendere l'oggettività dei consigli che ti sono stati dati e chiuderla qui. Detto in maniera brutale, c'è gente che a 23 anni (incluso il sottoscritto, visto che vuoi metterla su questo piano) ha un curriculum di gran lunga migliore del tuo (incluso non uno ma tre diplomi di studi classici). Facciamo fatica a trovare lavoro noi, figurati tu. Non è che siamo felici nel dirti queste cose o ti "critichiamo" a cuor leggero, ribadisco che è nel tuo interesse.
Le mie critiche sono state costruttive, ti ho spiegato quali strade a mio avviso potresti intraprendere e quali rischi ti troveresti ad affrontare. Ergo, sta a te decidere, sopratutto in base alla tua disponibilità economica. Mi permetto anche di ribadirti che nella vita non c'è niente di male a reinventarsi e cambiare lavoro/professione, anzi. Se un lavoro ti permette di vivere, qualsiasi esso sia, ha una sua dignità.

Discussioni sulla sintassi a parte (non so voi, ma io scrivo dal telefono e non mi impegno più di tanto) continuare questa polemica non ha senso. Ludovica, dovresti comprendere l'oggettività dei consigli che ti sono stati dati e chiuderla qui. Detto in maniera brutale, c'è gente che a 23 anni (incluso il sottoscritto, visto che vuoi metterla su questo piano) ha un curriculum di gran lunga migliore del tuo (incluso non uno ma tre diplomi di studi classici). Facciamo fatica a trovare lavoro noi, figurati tu. Non è che siamo felici nel dirti queste cose o ti "critichiamo" a cuor leggero, ribadisco che è nel tuo interesse.
Le mie critiche sono state costruttive, ti ho spiegato quali strade a mio avviso potresti intraprendere e quali rischi ti troveresti ad affrontare. Ergo, sta a te decidere, sopratutto in base alla tua disponibilità economica. Mi permetto anche di ribadirti che nella vita non c'è niente di male a reinventarsi e cambiare lavoro/professione, anzi. Se un lavoro ti permette di vivere, qualsiasi esso sia, ha una sua dignità.
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